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OUT NOW Tory Lanez - LUV (NVBLVMusic RMX)
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Original track https://www.youtube.com/watch?v=P9rFeGAdX0A
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A volte mi fermo a guardare il cielo tra le fronde degli alberi. Ascoltare il silenzio mi rilassa come poche cose ci riescono. Sento che per un po’ dovrò stare con il freno a mano tirato e cercare di far prendere una piega diversa a tutto questo, incanalare tutto sul giusto binario e rendere il dovuto per il tempo che ho perso, che pure quello ha il suo prezzo, anche se preso solamente in prestito. Me ne farò una ragione prima o poi, o forse no. O magari non ci sarà nemmeno il tempo di rifletterci su. Che spesso le stelle smettono di brillare e finiscono con lo smettere di esistere prima del tempo. * * * Written by DoppiaD - 'Balotta Bukowski' * Photo by Giulio Nablito Perrella *
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È strana questa città. Lampi di sorrisi e di fugaci promesse, stelle di carta sul suolo dove appoggio il mio passo incostante. Colonne di tempi migliori, incisioni di grezza pietra, cantieri aperti sotto un cielo di nebbia e fumoso lustro, andato. Ho fatto tardi questa mattina, avvolto tra le calde coperte di abbracci e carezze. Oh, sguardo dell'ultimo sussurro, perché sei così bello di prima mattina? Mi tieni prigioniero in un sonno possibile, piacevole.. Non vorrei fuggire, andare, ma il telefono squilla incessantemente, il mondo esterno mi chiama, sarebbe bello tornare a fingere di stare male e credere che sia tutto normale. Non riesco a fumare la sigaretta del mattino, ma il tuo bacio è molto di più. Una promessa di tornare, non sono bravo con certe cose, ma tornerò.. foglie cadute dal vento che fugge, una distesa di colori su cui crogiolo il mio essere. Vetrine sempre in mostra, deviano le luci naturali di un giorno cupo. Una spalla che si incontra con la mia, troppo presi con l'ignoto per guardare dove. Quanti sorrisi aleggiano nell'aria di un autunno ladro, illusione di un'estate espressiva, melodia di romanzi rosa, nudo come l'amore di una madre. Immerso nell'universo inverso, attento alle notti di passione, non ci trovo il trucco negli occhi del tuo specchio. La paura di intese perse, una bocca che si poggiava su tenere bugie. Il mio sonno è cambiato, non mi cerco in esso, kilometri di libri che avrei voluto leggere, perso in una poesia che non trovavo nella mia vita. Ho scoperto la rugiada di un prato vicino, graffi delicati su un volto dimenticato al banco di carte e scommesse perse. Il sentiero mi ha portato qui, seguo il mio pensiero, oh sonno, ben arrivato... * * * Written by Captain Hook - 'Balotta Bukowski" * * * Photo credits to Bologna Centro
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E nei resti di queste giornate ti terrò le mani, forse accarezzerò le vene dei tuoi polsi, parleremo della tua amica che si è trasferita molto lontano. Piangerai, piangeremo... ma di felicità. Fammi entrare nel tuo cuore in affitto e pagato con libri romantici, ripetimi, ti prego, che siamo diversi.
"Diversi da chi?" "Diversi da noi stessi".
Ti fotografo con la mente, proprio in questo preciso momento, tra le nuvole di fumo, rivestita di una mia canzone pessima. La mia anima preferisce arrivare in ritardo alle feste e in anticipo per le partenze... per questo ti regalerò sempre abbracci veloci e preparerò con calma la valigia nascondendo tra una camicia e l'altra il tuo sguardo, ogni volta. Torno indietro, sul treno ti vedo nel paesaggio malinconico conosciuto anche come -Torino-Milano-Bologna-. Sei in un film sul mio pc, sei l'attrice principale e stai rincorrendo una goccia di pioggia. Non siamo più adolescenti, non saremo mai adulti, rimarremo quelli delle notti piovose ed incendiare di tre anni fa.
"Sorridi e scrivimi spesso... Che la tua risata e le tue parole riescono ad illuminare quella città."
Sabato sera era un giorno migliore per respirare. Tu eri dietro il vetro del 67, destinazione: ricordi fantastici.
Pensa alle case universitarie in affitto. Quante persone sono passate da lì, quanti amici di amici di conoscenti dei vicini, per festeggiare... a fare festa con qualsiasi scusa, l'importante era bere.
La nebbia con i portici sembra ballare un tango lentissimo, sulla strada per il meglio.
Faccio tardi, le ore piccole sono le più grandi esperienze, i semafori lampeggiano. Acceso-spento. Spento-acceso. E avanti così per ore e ore.
Sul telefono panorami che mai visiteremo, non avremo neanche gli occhi per arrivare a fine mese. Mi mantiene in vita l'aria gelida delle 3.00 di mattina. Il tramonto arriverà per le 5.45; ho tempo di immaginare l'arancione che si mescolerà col blu del cielo inquinato.
Il cuore batte in 3/4, tonalità minore, concerto per tubi di scappamento e tapparelle dei negozi, lo spettacolo della città non lo pago, è gratuito. Nietzsche perché Dio è morto e non se n'è semplicemente andato? ...magari lasciando un bigliettino di scuse... almeno questo poteva farlo. Ma lasciamo perdere la religione mon amour, parlami di te: quali sono i tuoi sogni? Cosa pensi della vita? Chi aspetti dal tuo futuro? Da dove arrivi? Dove vai? Non dirmi che anche tu aspetti che le cose accadano! Dimmi che hai un progetto fallimentare da seguire!
E dai tempi delle chiamate notturne che non mi chiama uno spirito guida, un'anima silenziosa dagli occhi di ghiaccio. Siamo i personaggi di un romanzo giallo nel quale nessuno commetterà crimini. Pensa che bel libro sarebbe. Tu che stai leggendo: davvero, pensa che bel libro sarebbe!
Ho letto qualche tuo testo ai miei amici... l'atmosfera si è trasformata, le tue parole ci scaldavano dall'inverno fuori dalle finestre; anche il caos dei vicini di casa si è placato, tutti morivano e risorgevano ad ogni frase.
Il bus suburbano era un aereo. "May day". Il bus suburbano era un aereo e stava cadendo mentre guardavo in basso.
"Ho scritto qualcosa su di te, domani te lo invio. Ti auguro buona notte ... oppure buongiorno, nel caso tu legga questo messaggio domani. Ciao."
Adesso che la nebbia ci saluta chiamandoci per nome. * * * Written by Il Sindacato dei Sogni - 'Balotta Bukowski' * Photo by Il Sindacato dei Sogni - 'Balotta Bukowski' *
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Sono troppe le cose che non sopporto. Forse sono fatto male io. Una di queste è lo scorrere del tempo. Che mi fa sempre un male cane. Quei secondi che spariscono come l'ultima goccia di vino del bicchiere di Zì Luigi. Un sorso dopo l'altro. Io lo fisso mentre giochiamo a scopa. Il volto rugoso e paonazzo. Il baffo impregnato di sigaro. Quelle mani divorate dalla vitiligine e dai calli tipici di chi nella vita non si è mai tirato indietro quando c'era da spaccarsi la schiena. Quelle labbra screpolate che sembrano non aspettare altro che io gli freghi il 7 di denari per lanciare la prossima bestemmia ovattata dalla tosse dell'età. Mi ha visto crescere. L'ho visto crescere. Me lo ricordo quando a 40 anni aveva la forza di un toro. Ora ne ha appena 60 ma ne dimostra una ventina in più. Glielo leggi negli occhi. È stanco. Ha visto andar via così tanti amici. Ogni tanto va a trovarli a pochi chilometri da casa sua. So che non gli piacciono i cimiteri. Lo infastidisce la finzione che li infesta. Si sta lasciando andare. È il terzo giorno che indossa quel maglione. E la macchia di vino sul colletto invece di sbiadire sembra ingrandirsi. Una tortura cinese per quel vecchio maglione. Goccia, dopo goccia. Lo stesso rivo di vino che percorre le rughe delle sue labbra che come canali di scolo lo riversano sulla lana prima che lui possa asciugarsi con le mani mentre lancia la milionesima bestemmia della giornata. "Joc nè!", "Gioca, bimbo!". Mi riporta alla partita con la sua voce graffiata e angosciante. A volte mi alzerei con la scusa di prendergli da bere e gli spaccherei la bottiglia di vino nei denti. Poi finisce sempre che mi fa tenerezza quel vecchio maledetto. La sua memoria fa cilecca, così ne approfitto per farlo vincere, tanto non ricorda i punti che fa ad ogni mano. Così posso offrirgli ancora da bere. Almeno quando tracanna chiude quel cesso di bocca. Non sono stupido. So che sa che imbroglio per farlo vincere. Ma non me lo fa pesare. Faticherebbe di più ad accettare di perdere contro uno sfigato come me. Odia quando cerca di farmi innervosire e non ci riesce. Ma gli piace molto discutere. Vorrei sapere cosa si nasconde dentro quella foto nell'interno del suo orologio da taschino che guarda ogni stramaledetta volt che mi alzo per pagargli la quota. * * * Written by DoppiaD - 'Balotta Bukowski' * Photo by Giulio Nablito Perrella *
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Mi trovo spaesato per scelta; passeggio per luoghi di un immaginario familiare ma dal passato remoto. Vetrine in un luogo chiuso rimandano, all'occhio curioso, l'appuntamento al nuovo giorno; non c'è molto che si possa fare seduto da questa prospettiva. Apro un libro.. non mi entusiasma, ma le parole "ricordo" e "rabbia" le sento molto più profonde di qualunque altra volta, una prigione di note e vocali in cinque righe e quattro spazi. In pochi si vedono riflessi in un bicchiere mezzo vuoto..c'era del vino rosso, buono, ma che ora odora di aceto di pessimo gusto. Ho provato ad indossare la maschera del "martedì", ma era ancora ad asciugare. Mi sento nuovamente quello del giorno prima, ho provato a chiamare il numero verde per le emergenze e mi ha risposto una squillo sottopagata ed annoiata. Ora che ci penso prometteva un gomma per ogni Giuda ammazzato; non si cancella il suo nome. Probabilmente era un'adolescente drogata di cracker e vitamine da masticare. Rimpiange di non avere pensieri mentre i genitori la stanno cercando nelle tracce di un bucato immacolato. I miei figli saprebbero delle fate, ma di ghiaccio è la loro culla; non c'è sole che scaldi uno sbaglio, non c'è rimpianto che lo sgravi. Si nascondono sotto le conchiglie i rimpianti delle donne corteggiate fuori un bar, il lunedì. Strani incroci marini con il vostro volto rimpiangono gli anni '90. Qualche amico di Andy Warhol li avrebbe definiti "schizzi dell'adolescenza", e avrebbe riecheggiato la previsione di Duchamp.. "ma andate a cagare!", in fondo questo era il suo messaggio nel 1917. Aveva capito tutto. Guardo ancora quel libro. La stanza sfuma tonalità di blu; capisco solo ora che un altro sole ha vissuto le ultime ore del giorno. * * * Written by Captain Hook - 'Balotta Bukowski" *
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[DIARIO DI L pt2] [Gli alter ego del Sindacato si raccontano] Di nuovo sera. Di nuovo in tanti e da differenti ambienti. Alcool e locali e persone annoiate e sorrisi lusingati. Qualcuno tira su col naso polveri strane e la paura e lo schifo mi paralizzano. Incenerirsi non credo sia la risposta . Devastarsi un'ipotesi. Mando messaggi disperati e chiamo persone per scusarmi degli sbagli commessi. E loro rimangono a distanza, con la mano in alto, a salutarmi,gridando silenziosi consigli che puntualmente ignorerò. Le incoerenze di questi incontri amichevoli che si trasformano in notti di sesso e sudore. Un amore che dura il tempo di stancarsi e il giorno dopo trattarsi male per non affezionarsi. Dici che la nostra vita è simile ad un romanzo ed alla parte peggiore della parola "silenzio". Se fosse vero questa storia sarebbe censurata giusto per il perbenismo di tanti piccoli stronzi chiusi nelle loro case e nelle loro menti. Non sapranno mai dall'alto del loro paradiso quanto saporite siano le tue mani e dolce la tua pelle. Abbiamo fatto l'amore sotto al poster della dolce vita con la Ekberg e Mastroianni in bianco e nero Stasera potremo essere come loro senza un lieto fine Che non ti saresti mai aspettata da me ...si lo so, questa cosa è sbagliata ma casa tua illuminata di noi sembra più vivibile. E divertirsi finché rivoluzione non ci separi o ci rimanga tempo per pensare al meglio, durante quei sogni dove si cade per infiniti secondi con solo vuoti in mezzo al petto. Ricevo accuse di cambiamento, non sembro essere più io. Forse hanno ragione, ho lasciato che parte dei miei "demoni" prendessero il sopravvento. Odore d'estate in un caldo pomeriggio ed esami dell'università che incombono, io e me stesso non ci comprendiamo spesso, litighiamo e ci accusiamo senza pace. È la fine di giugno e sono un ventenne su di un bus. Ieri ho pianto, pianto tanto, l'esasperazione è una migliore ipotesi della violenza per difendere i sogni. Mesi strani sono passati senza lasciare segni consistenti e adesso sorrido più che mai. Baciami passato, so che ne sei capace. * * * Written by Il Sindacato dei Sogni - 'Balotta Bukowski' * Photo by Il Sindacato dei Sogni - 'Balotta Bukowski' *
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Diario di Bordo del Capitano DD Data astrale 28/01/2017 Mi sa che inizia a piacermi stare con lei. Quegli sguardi, quello sfiorarsi le mani ad ogni paura. In cerca di tenerezza, di serenità. Ci ho discusso, tanto, troppo. A volte ho fatto troppo per ritrovarmi con troppo poco in mano. A volte troppo poco per capire il troppo bene che mi ha voluto. E nonostante tutto è ancora lì. in mezzo alla strada. A guardarmi le spalle mentre le guardo le spalle e i capelli che brillano sotto il riflesso di questo sole. Ne vedo la sagoma in mezzo all'asfalto eppure è come se le guardassi nell'anima. È come se stavolta le leggessi qualcosa di diverso nello sguardo. È come se fosse la prima volta, un'altra volta. Un'altra volta ancora. * * * Written by DoppiaD - 'Balotta Bukowski' * Photo by Nicoletta Ciriachi *
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Grate di un tetto da poco familiare, sfiorano un limite che i miei occhi superano con lo sguardo. Nuvole biancastre ondulano su una distesa di blu indaco. Panni stesi su un ponte di spago, foglie colgono l'attimo per accarezzare il momento, cadono come fiocchi di neve incostanti. Una parete rosa da poco dipinta finisce su un giardino di ghiaia e foglie libere. C'è una panchina che mi osserva, non ha nessuno che si dispiega su di essa, non una pagina sfogliata, caduta per caso sulle sue braccia fredde e scomode. Le voci dei passanti creano melodie distratte, scomposte ma perfette. L'odore di cenere di una sigaretta spenta, un nido artigianale per piccole lucciole notturne..aspetterei la notte per spiarle, come un amante attende la sua amata, sotto il balcone del peccato e della perdizione. Il peccato del desiderio, di una passione non concessa dalle convenzioni di un tempo trascorso ma fermo sulle lancette del mio orologio. Il peccato di ricevere affetto, di sentirsi amato eppure costretto a piegarsi allo sguardo di passanti corrosi dalle lacrime di un amore mai dimenticato. * * * Written by Captain Hook - 'Balotta Bukowski" *
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[DIARIO DI L pt1] [Gli alter ego del Sindacato si raccontano] Mi sveglio in una casa della quale una decina di ore prima ignoravo l'esistenza. Un appartamento di una ragazza che dimenticherò fra pochi giorni. Lei e i suoi coinquilini dormono. Trovo una versione economica del "Gattopardo" appoggiata ad un tavolino tra mozziconi abbandonati e tazze di caffè incrostate da tempo. Leggo una cinquantina di pagine. La paura del protagonista riguardo al cambiamento mi é in un certo senso familiare. "...cambia. Todo cambia." Cantava Mercedes Sosa il secolo scorso. Le stazioni mi fanno sempre sentire fermo nello stesso posto. Nello stesso momento. Hanno la solita voce preregistrata pronta a declamare binari e destinazioni mantenendo in ogni zona un alone di familiarità. E poi. Poi tutte queste persone che si trattano come lontani conoscenti con troppa o troppo poco cortesia. Vorrei chiamare qualcuno.Ho segnati tra i numeri in rubrica solo mia zia, una ragazza che ho tradito mesi fa e il numero del mio primo amore. La via per il ritorno a casa è deserta. Stanno sminando un ordigno della seconda guerra mondiale e le strade sono abbandonate. Notte dove sei stata? sono le otto di mattina e non dormo da 32 ore. Ti aspettavo. Adesso che ho la nausea per tutto il vino ed il caffè che ho bevuto sperando di farti apparire in un mio delirio. Ho sempre la solita giacca di Zara blu con quella fantasia che non sta bene mai con nulla. Credo mi riconoscerai quando tornerai... [ PARTE RIMOSSA DALL'AUTORE] Ed ora sono a Bologna. Il delirio, comunque, sta arrivando. Mi tremano le mani e ho lo stomaco a pezzi e inacidito. Ma ancora tardi ad arrivare notte. Vorrei sapere che tempo fa là dove sei tu. Mi parli... E mentre lo fai Non posso sentirti arrivare. Se penso che ti ho aspettata così tanto, NOTTE, ora non mi importa più. * * * Written by Il Sindacato dei Sogni - 'Balotta Bukowski' * Photo by Giulio Nablito Perrella
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Mi è sempre piaciuta la neve. Camminare mani in tasca per le strade ghiacciate del mio paese vuoto custodendo nelle tasche del mio giubbotto la speranza di sentire, nel silenzio, il rumore dei tuoi passi appiattire questa coltre di bianco. Girare per tutto il borgo con la speranza di incontrarti faccia a faccia dietro un angolo. Con l’ansia che sale, angolo, dopo angolo, dopo angolo. Ma tu non ci sei mai e forse è meglio così. Qui infondo va tutto bene e forse la persona che ho bisogno di incontrare adesso non sei tu. In effetti a volte sento l’esigenza di parlare agli altri. Ma adesso l’unico con cui mi piacerebbe fare quattro chiacchiere sono io da bambino. Quanto tempo sembra essere già passato. E invece non è poi così tanto. L’università mi piace. Qui è pieno di pazzi e a volte sembra di vivere in un cartone animato. Non è male, ma quando ho iniziato a bere non più per divertimento quanto per trovare quel fugace distacco, quel soffio di lucidità sul fondo marrone vitreo dell’ennesima Peroni, due conti ho provato a farmeli. Il me stesso da bambino dicevo… Probabilmente mi prenderebbe a schiaffi per quanto lo ho deluso. O forse sarei io a nascondermi per la vergogna. Ma mi piacerebbe poterlo spiare da lontano, mentre gioca a pallone con gli amici di sempre, quello che adesso non ci sono ma che mancano tanto. Così come mancano quei tempi. Dio se mancano…vorrei parlargli, ma solo quando avrò mantenuto le promesse che gli ho fatto e resogli quello che deve. Te lo ripeto…qui va tutto bene, ma questo pomeriggio non avevo voglia di ascoltare nessuno e sono uscito fuori. Desideravo conoscere un mare di gente appena sono arrivato qui. Oggi però ho soltanto voglia di calpestare queste foglie secche lungo tutto il marciapiede. Questo autunno sta passando più in fretta del previsto. E forse è un bene. Almeno per il mio cervello. Forse quando arriverà quest’inverno...quando la neve si sarà già posata su questa lama di asfalto che poggia sotto i nostri piedi, starò ancora camminando su quel bianco. Ma so già che avrò la testa fra le nuvole. * * * Written by DoppiaD - 'Balotta Bukowski' * Photo by Giulio Nablito Perrella * Location La Fonte del Re
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Benvenuto nel circolo del vizio, butta il tuo cappotto di pelliccia e guanti di pelle nera. Spoglia il tuo corpo delle vesti di velluto, soffocanti corpetti gelano il sangue caldo. Entra con disinvoltura con piedi nudi, non ascoltare le voci, segui gli odori degli invitati. Il suono delle campane ti riporterà dove la pioggia non conosce l'aridità della terra; non aprire gli occhi, potresti non dimenticare quello che vedrai! Welcome to the machine! Benvenuto alla follia! ◊LA VERITÀ È DOV'È NATA LA MASCHERA◊ * * * Written by Captain Hook - 'Balotta Bukowski' * Model Elisa Iori * Photo by Greta Benedetti Madness GB Photographer * Edited by BOntoMB
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Un messaggio dai giorni migliori. Le tue parole parlano delle ultime cose che sai di me. E tu. E tu. E tu sei sempre un luogo sicuro. Un messaggio dai giorni migliori e dal fondo della bottiglia che avevamo comprato all'ultimo, solo per noi due, impreparati al nostro divenire.
Testo de Il Sindacato Dei Sogni da 'Balotta Bukowski'
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Nelle mie mani un fascio di fiori vecchi, cerco un luogo umile dove posarli. Vengo rapito da un paesaggio di terra arida, capovolta dal passaggio pesante della natura. Il canto degli ultimi uccellini raccolgono i miei occhi e fanno di bellezza, la desolazione. Alle mie spalle mura bucate da pallottole d'indifferenza; la morte dell'uomo dove ho lasciato la mia ultima imperfetta preghiera, il tramonto del giorno, dove posano i miei ultimi pensieri. Con passo lento, dei bambini tornano alla loro spensieratezza, li guardo andare mentre io resto in silenzio. Il cemento ondeggia sugli ultimi raggi del giorno, come chi tra le dune di sabbia immagina il verde di un'oasi, conservo pugni di aria sotto le palpebre di una visione. È tempo di andare, qualcuno mi chiama..è Natale, mortale, ricorda di festeggiare (?)
Testo di Captain Hook da 'Balotta Bukowski' Fotografia di Giulia Sambati
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