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Il Signor Vento
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Sembrava camminare distante pochi centimetri dalla terra
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ilsignorvento · 3 months ago
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Non siamo proprio amanti, quindi dico a tutti che siamo solo amici — è più facile così. Usciamo insieme, da soli. Ha conosciuto i miei amici. Mi chiama in continuazione, e a volte, per un attimo, la sorprendo a guardarmi con un po’ troppo amore negli occhi. Ma siamo solo amici. Me lo ripete spesso, non vuole che io fraintenda. Cerco di non farlo, ma quando mi chiama, rispondo. E se ha bisogno di parlare, ci sono. Se le serve un passaggio, sono già a metà strada con le chiavi in mano. A volte mi chiedo se resteremo per sempre su questa linea, la linea tra l’essere amici e l’essere amanti. Credo di averla oltrepassata, da qualche parte. Penso che anche lei l’abbia fatto, ma non vuole ammetterlo. Credo che entrambi vogliamo la stessa cosa: sentirci amati.
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ilsignorvento · 5 months ago
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Il punto di vista di Luca
Luca uscì dall’ascensore controllando il telefono. Non voleva sembrare maleducato, ma aveva bisogno di una scusa per non guardare la donna che si avvicinava. Perché la conosceva. O meglio, la riconosceva.
Era la sorella di quel ragazzo che veniva sempre al cinema con i suoi amici. Il gruppo dei “commentatori da corridoio”, come li chiamava mentalmente. Non sapevano che lui, dal bancone della biglietteria, aveva ascoltato più di una volta le loro conversazioni. E lui, a modo suo, si era divertito.
Non aveva mai parlato con lei, però. Fino a quel momento.
"Sta salendo?" chiese, più per educazione che per altro.
Si aspettava un sì distratto, un cenno con la testa. Invece, la sua voce uscì con una sorpresa così genuina che per un attimo lui pensò di aver detto qualcosa di strano.
“Eh, sì!”
La vide accelerare il passo, come se non volesse farlo aspettare. Quel gesto lo colpì. Non era comune.
Entrarono. Lo spazio era stretto, più del solito. O forse era solo la sua percezione. Lei abbassò lo sguardo, sfregandosi le mani. Faceva freddo fuori.
Luca rimase in silenzio, con il telefono ancora in mano, ma senza più guardarlo davvero. Si sentiva osservato, o meglio, evitato. Lei sembrava impegnata a non guardarlo, e questo gli fece quasi sorridere.
“Quale piano?” domandò, rompendo il silenzio.
"Quattro. Sono venuta a prendere Zero."
Luca annuì, colpito da quella risposta. Zero. Così lei conosceva il cane. E probabilmente anche Giulia.
Premette il pulsante.
"Vivi qui?" chiese Elena, con una certa curiosità.
"Quinto piano."
Un’informazione nuova per lei. La vide assimilare il dato, quasi con un piccolo sforzo mentale.
Le porte si aprirono al quarto. Teresa e Zero li stavano aspettando.
Zero entrò, felice, occupando l’unico angolo libero.
Mentre le porte si chiudevano di nuovo e lui premeva il tasto per il quinto piano, Elena si girò e chiese, quasi infastidita dal rumore delle porte:
"Perché fanno tutto questo rumore forte?"
Luca la guardò e rispose, con un mezzo sorriso:
"Solo qui lo fanno. Da me no."
Quando uscì, accarezzò Zero sulla testa e salutò.
Ma prima che le porte si chiudessero, ascoltò la voce di Elena che diceva:
"Andiamo a fare la nostra passeggiata, Zero."
E rimase con quella frase nella testa più a lungo di quanto avrebbe voluto.
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ilsignorvento · 2 years ago
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ilsignorvento · 2 years ago
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Viola la signora moletta
Nel tranquillo borgo di Porto di Luna, una città affacciata sul mare, viveva una donna avvolta da un alone di mistero, conosciuta da tutti come la signora Moletta. Un tempo, era la giovane e briosa Signorina Mollettina, ma ora, con il passare del tempo, era diventata la vicina di casa degli zii di Iole. La sua peculiarità principale, oltre all'eleganza, erano piccole mollette che adornavano con grazia il collo della sua camicetta o del suo vestito. Erano quanto mai raffinate, proprio come lei. Non alta, ma minuta, dimostrava sempre un'apparenza impeccabile, qualunque fosse l'occasione.
Ma, naturalmente, c'era chi non aveva una buona opinione della signora Moletta. Zia Luisa, in particolare, sembrava avere un rapporto freddo con lei, tranne quando questa decideva di spostare le mollette dai vestiti ai capelli. Questo gesto non era soltanto una questione di moda; era un segnale. Un segnale che Viola, il vero nome della signora Moletta, stava tentando di sorprendere suo marito nel bel mezzo di un tradimento. La sua gelosia, nota per essere quanto mai accesa, la spingeva a reagire con furia di fronte alle infedeltà del marito.
Circolavano voci e mormorii, in cui si faceva riferimento a segreti ben custoditi e a passioni ardenti. Non era raro sentire l'insinuazione che la signora Viola avesse addirittura messo fine alle relazioni proibite delle sue amanti. E quando le mollette abbellivano la sua chioma, rappresentavano il segnale che nessun capello doveva ardire di nascondere le prove del tradimento coniugale.
In questa città affacciata sul mare, la signora Moletta era il soggetto di molte speculazioni e illazioni, la sua storia avvolta nel mistero delle mollette pronta ad essere svelata soltanto da coloro che avrebbero osato scrutare oltre il sottile velo di apparenze.
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ilsignorvento · 2 years ago
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Il signor vento
C'è una ragazza. Non comprendo che cosa sia di lei a farmi restare. Forse la maniera con cui affronta la vita. Forse perché mi ricorda una persona del passato. Forse perché è luce e ombra. Forse perché non sa chi è, si è persa in se stessa, riesco a vederlo e mi fa venire la voglia di restare per sapere come andrà a finire la sua storia. La sua scoperta.
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ilsignorvento · 3 years ago
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Valentina
Valentina è romantica basta fermarsi a guardarla passeggiare per rendersene conto. Il suo difetto è che pensa troppo ed è un peccato. Perché non vede tutti quei volti e sguardi che riesce a catturare quando cammina per la sua strada. Valentina legge e scrive. Tutti lo sanno che nasconde, sparsi nelle stanze dell’appartamento, i suoi diari. La costanza, un suo pregio, che sembra non abbandonarla nello scriverli anno dopo anno è impressionante. I suoi ospiti, qualche volta, scherzando hanno provato a cercarli. Ma Valentina con grande bravura cambia la loro posizione ad un ritmo imprevedibile. L’unico che sono riusciti a trovare, nascosto dietro a grosso manuale sulla filosofia orientale, è stato uno dei suoi primi diari di quando ancora era una bambina che non aveva imparato a scrivere. La delusione nel trovare pagine scarabocchiate di disegni infantili e solamente poche frasi scritte prima in corsivo e dopo in stampatello. Essendo diventati una sorta di leggenda la sua collezione di scritti personali le sue amiche, quelle più strette, le chiesero il permesso di poterli leggere. Valentina all’inizio è rimasta sorpresa “Non sono ancora morta” dice “che così potete leggere le mie memorie in presenza del mio fantasma!”. Ma poi si dimostrò essere Valentina. Torna dalla camera da letto reggendo una pila di quaderni che lascia cadere sul divano senza troppo garbo. “Questi. Di questi siete libere di impicciarvi. Sono i più divertenti in fin dei conti” dice con un sorriso soddisfatto. Le aspettative non furono deluse. I diari fecero ridere e le sue amiche scoprirono nuovi aspetti di Valentina, confermando quelli che ai quali già erano affezionate. Era bello passare il tempo con Valentina che una volta che si fida di te lei ti lascia entrare nel suo mondo con onestà e ironia. Valentina ti lascia leggere i suoi diari.
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ilsignorvento · 3 years ago
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Ti amo idiota
Iole: Aspetta! Ronci: Perché? Iole: Sono innamorata di te. Ronci: Che hai detto? Iole: Ti amo, idiota!
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ilsignorvento · 3 years ago
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Iole
Più la guardavi e più capivi che sognava di essere libera di se stessa e insofferente cercava un modo per realizzare il suo sogno.
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ilsignorvento · 3 years ago
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Ronci
Fuori era blu. Dentro era rosso.
Fuori aveva grandi osservatori. Dentro aveva occhi che nessuno guardava.
Fuori era silenzioso. Dentro cercava d'essere silenzioso.
Fuori era nessuno. Dentro voleva essere nessuno.
Fuori era felice. Dentro era felice, ma non ogni giorno.
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ilsignorvento · 3 years ago
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C'era una volta una piuma pesante.
Tutte le piume che conosceva, oppure quelle che vedeva volare in giro, erano così piccole, così eleganti e così leggere. Piuma pesante era triste, perché vedeva di essere diversa da loro e sentiva di essere diversa da loro. Credeva di essere strana. E pensava di essere l'unica piuma ad avere troppi colori, a essere troppo grande o ad avere troppo piumaggio insomma davvero troppo di troppo! Una piuma dovrebbe essere leggera, invece, lei appariva così pesante.
Arrivò il giorno in cui prese la decisione di fare una scommessa con se stessa "Son sicura che se diventassi, anche io, leggera come le mie amiche piume tutte quante mi vedrebbero diversamente" .
Passarono alcuni mesi e dopo un po' di fatica, impegno e costanza la piuma pesante era finalmente diventata leggera, come una piuma.
E la scommessa? Per favore fatemi un'altra domanda. Adesso le dicono che è troppo leggera. Chiedo io, ma vi sembra sensato?
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ilsignorvento · 3 years ago
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N-1
Capelli lunghi. Lisci e ordinati. 
Pochi gesti. Voce bassa e attraente. 
Mani magre con lunghe dita piena d’anelli.
Alta, morbida, materna e femminile.
Capelli color mogano. Occhi belli e grandi.
Brava a cantare o a ballare.
Ogni tanto sognava di essere nata ad essere così.
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