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Amami senza preoccupazioni e perditi nelle linee della mia mano. Amami per una settimana, per qualche giorno o solo per qualche ora… non mi interessa l’eternità. Io sono come ottobre… il mese del vento, della pioggia, del freddo. Io sono ottobre..allora, abbattiti come fulmine sul mio corpo. Amami con tutta la brutalità dei tartari, con il bruciante calore della giungla e la ferocia della pioggia. Non lasciare nulla, polverizza tutto, non farti mai domare! Tutte le leggi della civiltà sono cadute sulle tue labbra… Amami come un terremoto, come una morte inattesa, e lascia che i tuoi seni intrisi di fuochi e fulmini mi aggrediscano come un lupo feroce e affamato… lascia che mi azzannino e mi percuotano come la pioggia sferza la riva delle isole. Sono un uomo senza destino, sii tu, allora, il mio destino, e mantienimi sul tuo seno come un’incisione sulla pietra…
Nizar Qabbani, Da "Poesia Selvaggia"
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“Anima mia, dammi nei tuoi baci l’acqua salubre di questi mesi, il miele del territorio, la fragranza bagnata da mille labbra del cielo, la pazienza sacra del mare nell’inverno.”
(Pablo Neruda)
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Di fronte all'anima tua, la mia si schiude
Greta Verdini
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L'azzurro di certe giornate in cui il cielo ti fa venir voglia di diventare aquilone.
Ferzan Ozpetek
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Ti lascio con la tua vita con il tuo lavoro con la tua gente con i tuoi tramonti e la tue albe
seminando la fiducia ti lascio con il mondo sconfiggendo l’impossibile sicura senza sicurezza
ti lascio di fronte al mare decifrandoti sola senza le mie domande cieche senza le mie risposte rotte
ti lascio senza i miei dubbi poveri e mal feriti senza la mia immaturitá senza la mia anzianità
però non credere ciecamente non credere mai credere questo falso abbandono
sarò dove meno te lo aspetti ad esempio, in un albero maturo che oscilla
sarò in un lontano orizzonte senza ore nelle orme nel tatto nella tua ombra e la mia ombra
sarò diviso in quattro o cinque bambini di quelli che voi guardate e poi ti seguono
e magari potrò essere nella rete dei tuoi sogni aspettando i tuoi occhi e guardandoti.
Mario Benedetti
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Nella bella penombra del 1934 L’aria era una splendida rosa color triglia E la foresta quando mi preparavo ad entrarci Cominciava con un albero dalle foglie fatte di cartine di sigarette Perché ti attendevo E perché se te ne vieni con me Da qualsiasi parte La tua bocca è volentieri il niello Dal quale riparte continuamente la ruota azzurra diffusa e spezzata che sale A impallidire nella rotaia Tutti i prodigi s’affrettavano a venirmi incontro Uno scoiattolo era venuto ad applicare il suo ventre bianco sul mio cuore Non so come ci stava Ma la terra era piena di riflessi più profondi di quelli dell’acqua Come se il metallo avesse finalmente scosso il suo guscio E tu coricata sullo spaventoso mare di pietre dure Roteavi Nuda In un gran sole di fuoco d’artificio Ti vedevo far discendere lentamente dai radiolari Le conchiglie stesse del riccio di mare c’ero Chiedo scusa non c’ero già più Avevo alzato la testa perché lo scrigno vivente di velluto bianco m’aveva lasciato Ed ero triste Il cielo tra le foglie riluceva feroce e duro come una libellula Stavo per chiudere gli occhi Quando le due pareti del bosco che s’erano bruscamente divaricate si sono abbattute Senza rumore Come le due foglie centrali d’un mughetto immenso D’un fiore capace di contenere tutta la notte Ero dove mi vedi Nel profumo suonato a tutto spiano Prima che quelle foglie tornassero come ogni giorno alla vita cangiante Ho avuto il tempo di posare le labbra Sulle tue cosce di vetro
André Breton
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Una sera qui sul Quai Voltaire qualcuno che mi somiglia verrà a ricominciare l'intesa delle ciglia. Qualcuno che mi somiglia fuggiasco come me t'ingannerà coi suoni rochi del fiume.
Qualcuno che mi somiglia ti piegherà a giunchiglia.
Raffaele Carrieri, Qualcuno che mi somiglia Da Lamento del gabelliere, (1945)
Photography: Kalliope Amorphous
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È vero che io per te sono
chiodo nel cuore, ricordo, pena,
labbro nero, freddo sotto la pelle
che ride e piange come un folle?
Dimmi cosa sono: angelo maligno
che nei cespugli e nelle paludi
lacera il proprio destino
e infanga Cristo e Maometto?
o fuoco nel buio mortale
nascosto nei brutti sogni,
che seduce e tormenta
con un volto dolce e terribile?
Il tuo silenzio mi scava il cervello
stanco della notte immensa.
Sorridendo ti contemplo sotto la luna
come il soldato la propria ferita.
Gëzim Hajdari
ph Eliza Badoiu
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Contemplo il tuo corpo disteso come un fiume che non cessa mai di passare come un limpido specchio dove cantano uccelli e dà gioia sentire il giorno come albeggia.
Vicente Aleixandre
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Non ti credo ma c’è chi giura che esisti, forse non ti so cercare o rassegnarmi a cadere e tu giochi a nasconderti non ti fai trovare, sembriamo due strani innamorati ma io ti sento qui alle mie spalle, a volte mi sento toccare.
Salvatore Toma
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Tu vai pazza per le parole vero? Vero che vai pazza per le parole? Mi dai l'idea di essere una che va pazza per le parole. Nel senso che le prendi terribilmente sul serio, tipo come se fossero un bisturi o una motosega che rischia di tagliarti con la stessa facilità con cui taglia gli alberi.
David Foster Wallace
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Il nome di una donna
Alba,
rosa rossa Mattiniera,
silente ascolti
il rimare delle anime
navigare baciate
la tua melodia che suona
tamburellando di colori
le profondità del mare.
Pomeriggio,
bosco fiorito di more
come capezzoli di femmina,
ascolti
gli alberi esprimere il loro
Alfabeto,
ti concedi alla sera.
Tramonto,
rossa ciliegia,
adagiato sul dorato piatto,
tra azzurre sfumature
carezzi venere.
Notte,
splendente luna,
pietra angolare del giorno,
Lieve suono
vesti le stelle – il nembo cala
un filo di pioggia
ad origliare le storie
del fiorellino, della foglia,
del fiume, del sole-luna.
Della sapienza
la terra prende il nome di
una donna. Ed
il creato celebra
il sublimare profondo del tuo sguardo
che non sa del
“dono scarlatto fatto ai miei occhi”.
di Davide Bozza

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Immaginavo che ti sarei mancata, pensavo ti saresti aggirato sul parquet con delle strane calze logore, guardato l’orologio starsene fermo, fatto tardi al lavoro, scritto il mio nome tutto maiuscolo tenuti premuti Maiusc/Interr, perso autobus e pasti o seduto con la forchetta a mezza via, perso, per interi minuti, ore, dormito male, tardi, sognato inseguimenti, tremato mandato le dita a sprimacciare il cuscino, trovato il vuoto, svegliato di colpo, girato, abbracciato un’assenza, un dolore, passeggiato, alba umida naturalmente, avvolto in un impermeabile con il collo su, sbirciato una fetta di faccia, fermato un estraneo, avuto amnesie; come me. Ogni volta, corro a schiacciare la tua faccia sulla mia, la mia, che splende di pioggia immaginaria.
Kate Clanchy
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Tu devi credermi, io sarei felice se sorrisi mandassero i tuoi occhi quando stasera dovrai ricucire ciò che le mie mani ti hanno strappato. Quelle mani che finora io sentivo essere vuote senza i tuoi seni. Tu devi credermi, io sarei felice se sorrisi mandassero i tuoi occhi. Quando poi starai per addormentarti, il tuo sonno sia come quello di un re che ha riconquistato il proprio castello svettante sulla cima di una rupe. Tu devi credermi, io sarei felice se sorrisi mandassero i tuoi occhi.
Jaroslav Seifert
Florin Firimita ph
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"Troppo poco tempo ho riservato per l'amore a disposizione del quale stava tutto il mio tempo."
Izet Sarajlić
Photo Brassaï. Marlene 1937 Paris
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Tu sei come questo anello: un gioiello unico e prezioso. E come tale puoi essere valutato soltanto da un vero esperto. Perché pretendi che chiunque sia in grado di scoprire il tuo vero valore?
— Jorge Bucay
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