therebirthphoenixagainstthe-blog
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🔥How can you rise, if you have not burned?🔥
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#mrrain#seilamiapersona#ilmiocuore
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“… a un certo punto ho sentito una sensazione a cui non sono mai riuscito a dare un nome. È un misto di malinconia, tristezza, insoddisfazione, ansia, felicità. […] Mi succedeva spesso in passato. Era qualcosa […] che provavo soprattutto quando restavo solo o mi fermavo un po’ a pensare. Sentivo che saliva come il dolore dopo che hai preso una botta.”
— Fabio Volo
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“Ci sono momenti in cui mi spengo, non sorrido e non parlo, come se ogni cosa attorno a me perdesse valore, come se le emozioni degli altri non mi scalfissero nemmeno.”
— Itsmyecho
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Le cose belle sono rare,un po’ come te
Occhisolopienidite
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via weheartit
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Voi come state? Cosa vi gira nella testa?
Come stai?
Mi sento “come quando.”Come quando non hai voglia di vedere o sentire nessuno, o almeno così dici, ma poi desideri solo che qualcuno venga a bussare alla tua porta e ti proponga di fare un giro, di cucinare un dolce o guardare un film. Come quando dico di star bene da sola fra i silenzi e poi apro la tv senza nemmeno degnarla di uno sguardo, giusto per sentire quel ronzio piacevole che la maggior parte delle volta è l’unico a tenermi compagnia. Come quando ti guardi allo specchio e decidi di darti una sistemata, di truccarti un po’ e fai finti sorrisi a te stessa per testare l’elasticità delle tue guance ma poi ti riguardi allo specchio e decidi di tornare in pigiama sotto le coperte perché non sei niente di che, il trucco non fa miracoli e tu resterai sempre la solita ragazza trasandata. Come quando mi dico di essere forte, di non crollare mai e poi mi sento come se avessi in braccio un’enorme pila di libri che rischia di precipitarmi da un momento all’altro e no, non è come nei libri o film, nessuno sconosciuto mi aiuterà a raccogliere nulla. Come quando lascio le chiavi a casa e sono costretta ad espettare seduta sulle scale contando i gradini, come quando sei l’unica dei tuoi amici a guardare una determinata serie e non hai nessuno con cui dialogare, come quando sei in giro e inizia a diluviare rendendo i tuoi abiti zuppi e le tue fortezze più malleabili. Come quando avresti mille pagine da studiare ma alla fine passi la giornata a guardare serie tv e spolverare oggetti che nemmeno rammenti di aver acquistato. Come quando dai il massimo di te stessa e vieni valutata e fraintesa, vieni classificata come “non abbastanza” e accartocciata e messa in un angolo, un canestro mal riuscito. Come quando sei di fetta e dimentichi il portafoglio a casa, come quando sei nella metro senza biglietto per la prima volta e passa il controllore. Come quando vorresti solo appoggiarti a qualcuno e lasciarti piangere ma ti autoconvinci che va bene così, che a nessuno importi dei tuoi stupidi problemi e pensieri. Come quando vieni bollata come se fossi una marmellata scadente sullo scaffale del miglior supermercato, come quando di prima mattina lasci le cuffie a casa e sai che ti toccherà guardare assorta la strada che passa dal finestrino del bus senza nessun sottofondo musicale, come quando scopri che la prossima ora ci sarà una verifica della quale tu non ne sapevi assolutamente niente, come quando hai l’abbinamento perfetto, stai per uscire di casa e salire in macchina e i tuoi stupidi collant si sfilano a contatto con la portiera, come quando vai al mare ma ti vergogni di spogliarti per le tue forme, come quando ti viene da piangere ma sai che nessuno capirebbe che un momento di debolezza e tristezza può capitare a tutti e allora si farebbero venir in mente idee così assurde da farti sentire in colpa di essere te stessa. Come quando vuoi disegnare e hai finito la carta bianca o tutte le matite hanno la punta mangiucchiata e non hai nessun temperino in casa. Come quando ti sentì in colpa dopo aver mangiato l’ennesimo dolce che non potevi permetterti e allora inizi a fare la paranoica contando il consumo calorico, come quando ti senti sola e per migliorare la situazione che fai? Ovviamente ti chiudi in casa a pensare, da geni. Come quando ti senti l’ultima ruota del carro, quella di scorta e riserva, come quando sai che nessuno ci terrà mai così tanto da metterti al primo posto, ancora prima di se stesso, perché per una volta vorrei sapere come ci si sente ad essere l’unica opzione, ad essere imbattibile e insostituibile. Vorrei sapere cosa si prova davanti ad un “se non c’è lei, io non vengo” o perlomeno avere sempre un posto riservato, avere qualcuno da chiamare a prescindere dal tempo, dallo spazio e luogo. Come quando ti si sta allagando casa e crolla tutto a pezzi, il soffitto è pieno di buchi e invece di aggiustarlo continui a posizionare secchi e bacinelle per terra. Come quando esci senza sciarpa in una giornata ventosa, come quando ti stanno ghiacciando le mani e proprio quel giorno hai deciso di indossare quel nuovo giubbotto senza tasche. Come quando devi fare il goal della vita e prendi il palo, come quando perdi la schedina per un tiro, come quando c’è un sole da spaccare le pietre e dimentichi gli occhiali a casa. Come quando vorresti essere felice, ma la felicità per te è talmente assurda che, quando arriva, fai di tutto per distruggerla.
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Come stai?
Mi sento “come quando.”Come quando non hai voglia di vedere o sentire nessuno, o almeno così dici, ma poi desideri solo che qualcuno venga a bussare alla tua porta e ti proponga di fare un giro, di cucinare un dolce o guardare un film. Come quando dico di star bene da sola fra i silenzi e poi apro la tv senza nemmeno degnarla di uno sguardo, giusto per sentire quel ronzio piacevole che la maggior parte delle volta è l’unico a tenermi compagnia. Come quando ti guardi allo specchio e decidi di darti una sistemata, di truccarti un po’ e fai finti sorrisi a te stessa per testare l’elasticità delle tue guance ma poi ti riguardi allo specchio e decidi di tornare in pigiama sotto le coperte perché non sei niente di che, il trucco non fa miracoli e tu resterai sempre la solita ragazza trasandata. Come quando mi dico di essere forte, di non crollare mai e poi mi sento come se avessi in braccio un’enorme pila di libri che rischia di precipitarmi da un momento all’altro e no, non è come nei libri o film, nessuno sconosciuto mi aiuterà a raccogliere nulla. Come quando lascio le chiavi a casa e sono costretta ad espettare seduta sulle scale contando i gradini, come quando sei l’unica dei tuoi amici a guardare una determinata serie e non hai nessuno con cui dialogare, come quando sei in giro e inizia a diluviare rendendo i tuoi abiti zuppi e le tue fortezze più malleabili. Come quando avresti mille pagine da studiare ma alla fine passi la giornata a guardare serie tv e spolverare oggetti che nemmeno rammenti di aver acquistato. Come quando dai il massimo di te stessa e vieni valutata e fraintesa, vieni classificata come “non abbastanza” e accartocciata e messa in un angolo, un canestro mal riuscito. Come quando sei di fetta e dimentichi il portafoglio a casa, come quando sei nella metro senza biglietto per la prima volta e passa il controllore. Come quando vorresti solo appoggiarti a qualcuno e lasciarti piangere ma ti autoconvinci che va bene così, che a nessuno importi dei tuoi stupidi problemi e pensieri. Come quando vieni bollata come se fossi una marmellata scadente sullo scaffale del miglior supermercato, come quando di prima mattina lasci le cuffie a casa e sai che ti toccherà guardare assorta la strada che passa dal finestrino del bus senza nessun sottofondo musicale, come quando scopri che la prossima ora ci sarà una verifica della quale tu non ne sapevi assolutamente niente, come quando hai l’abbinamento perfetto, stai per uscire di casa e salire in macchina e i tuoi stupidi collant si sfilano a contatto con la portiera, come quando vai al mare ma ti vergogni di spogliarti per le tue forme, come quando ti viene da piangere ma sai che nessuno capirebbe che un momento di debolezza e tristezza può capitare a tutti e allora si farebbero venir in mente idee così assurde da farti sentire in colpa di essere te stessa. Come quando vuoi disegnare e hai finito la carta bianca o tutte le matite hanno la punta mangiucchiata e non hai nessun temperino in casa. Come quando ti sentì in colpa dopo aver mangiato l’ennesimo dolce che non potevi permetterti e allora inizi a fare la paranoica contando il consumo calorico, come quando ti senti sola e per migliorare la situazione che fai? Ovviamente ti chiudi in casa a pensare, da geni. Come quando ti senti l’ultima ruota del carro, quella di scorta e riserva, come quando sai che nessuno ci terrà mai così tanto da metterti al primo posto, ancora prima di se stesso, perché per una volta vorrei sapere come ci si sente ad essere l’unica opzione, ad essere imbattibile e insostituibile. Vorrei sapere cosa si prova davanti ad un “se non c’è lei, io non vengo” o perlomeno avere sempre un posto riservato, avere qualcuno da chiamare a prescindere dal tempo, dallo spazio e luogo. Come quando ti si sta allagando casa e crolla tutto a pezzi, il soffitto è pieno di buchi e invece di aggiustarlo continui a posizionare secchi e bacinelle per terra. Come quando esci senza sciarpa in una giornata ventosa, come quando ti stanno ghiacciando le mani e proprio quel giorno hai deciso di indossare quel nuovo giubbotto senza tasche. Come quando devi fare il goal della vita e prendi il palo, come quando perdi la schedina per un tiro, come quando c’è un sole da spaccare le pietre e dimentichi gli occhiali a casa. Come quando vorresti essere felice, ma la felicità per te è talmente assurda che, quando arriva, fai di tutto per distruggerla.
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“Sei scomparso nel nulla come tutti i figli di puttana dentro questa giungla.”
- Mezzosangue
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“Sei così. Ti lasci toccare solo da chi ha l'anima più in fiamme della tua. Gli permetti anche di toccarti il cuore. Gli permetti tutto.”
— C. Bukowski
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Siamo il risultato del dolore che abbiamo subito.
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“Ma più piangi dentro, con il passare del tempo, prima o poi le lacrime annegheranno te stesso.”
— Mr. Rain – Fuori Luogo
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#danae Gustav Klimt #favourite
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Si dice che quando una persona guarda le stelle è come se volesse ritrovare la propria dimensione dispersa nell'universo.
— Salvador Dalì
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“Non mollare mai.  È come respirare - una volta smesso, la tua fiamma muore lasciando che l'oscurità totale estenda ogni ultimo rantolo di speranza. Non puoi farlo. Devi continuare ad assorbire anche i respiri più superficiali, continuare a produrre anche il più piccolo sforzo per sostenere i tuoi sogni. Non arrenderti mai, mai, mai.”
Richelle E. Goodrich , Sorridi Comunque
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Tieniti accanto
chi
immerso nelle tue abitudini
ti guarda ancora
con gli occhi
della prima volta.
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Traffico in tilt
Ho sempre pensato che chi parla poco, ha gli occhi che fanno un casino tremendo.
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Facci caso a dove la testa ti può portare. .. Facci caso al potere che ha la notte , nel farti andare a toccare i pensieri più lontani.. i pensieri che tieni custoditi nel tuo mondo. Nota bene ... F a c c i c a s o ..... dove arrivano ? Cosa ti danno di buono ?
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