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In questi anni ho lasciato la scrittura, ho lasciato il mio diario. Riuscivo a leggermi troppo dentro in questo modo, avessi riflettuto probabilmente molte decisioni non le avrei prese, e avevo bisogno di una pausa da me stessa.
Ma si sa, tutto torna, ogni cerchio deve per forza chiudersi.
Sono qui, di nuovo a scrivere a me stessa per cercare di comprendere ciò che accade nella mia vita, forzandomi nel farlo questa volta.
Ho sempre avuto una percezione distorta di ciò che ero, visione che si è rivelata diversa da ciò che le persone vedevano in me. Un periodo l’ho passato a crederci, un periodo a pentirmi, un altro a provarci e quello successivo a soffrire.
Andiamo per gradi.
Tutto è iniziato quasi tre anni fa, nel momento in cui ho scoperto la mia femminilità conoscendo probabilmente la persona migliore e peggiore allo stesso tempo. Mi ha letteralmente tirato fuori dal buco dove mi trovavo, fatto scoprire una realtà che mi credevo reclusa, quella del sentirmi bella.
Si, per la prima volta in vita mia ho avuto la sensazione di sentirmi davvero bella, desiderata. E nell’ingenuità in cui ero immersa non mi rendevo conto di quanto una chimera del genere potesse trarre in inganno.
Spoiler alert, l’ho scoperto. Con tutte le conseguenze del caso.
Per dimenticare sono finita in un giro infinito di conoscenze, alcune completamente inutili.
Altre invece mi hanno ricordato quanto potesse ancora sentire il mio cuore.
E in questo carosello dove provo a comprendere il significato di ogni persona che è entrata nella mia vita, continuo ad essere testarda. Continuo a voler lottare per ciò in cui credo.
Continuo a donarmi senza riserve e a guardare dritto nelle fauci del leone.
A soffrire così tanto da riuscire a sentirlo nelle ossa e a sognare ad occhi aperti come se fosse la prima volta.
Perchè se senti che c’è qualcosa per la quale valga la pena lottare, non può essere sbagliato.. vero?
Ah.. non ho la risposta.
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Stop giving people power to control your smile, your worth, and your attitude.
Mandy Hale (via quotemadness)
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Fin troppe parole.
Sinceramente sono stufa di scrivere. Sono stanca di avere questa urgenza di aprire un file word e riversarci sopra milioni di parole.
Parole che non hanno nessun’altra possibilità di sfogo. Sono imprigionata dalle mie speranze e da tutto ciò che è sbagliato anche solo pensare. Sbaglio a dar importanza, sbaglio perfino a esternare il mio dolore. Non devo farlo, non dovrei dare a nessuno la possibilità di stabilirsi nei miei pensieri, per quanto penso mi abbia potuto fare del bene. Ma le parole si riversano sulla tastiera ancor prima che io abbia formulato un vero discorso, fluiscono dalle mie dita allo schermo senza il mio controllo. Un controllo che ho perso, non ho più in nulla oramai.
Le mie emozioni sono alla deriva per quanto stia cercando di domarle con la ragione. La mia caparbietà mi si sta rivoltando contro così come i bei ricordi. La spinta interna che ho nel voler agire è decisamente più forte della convinzione del silenzio. Non posso pensare di aver lottato a vuoto. Non posso nemmeno far leggere a nessuno queste parole. Non posso dire a chi vorrei cose che dovrei e non c’è modo di rimediare in alcun modo.
Sento solo una pressione all’altezza del petto ogni volta che qualche ricordo mi torna alla mente. Qualche situazione che stranamente ha il tempismo perfetto per attirare la mia attenzione. Tutto sembra fatto apposta e pensare che il destino mi ha riservato questo mi fa credere a quanto tutto sia solo un’enorme presa in giro.
Non posso credere che il destino del lottatore sia beffardo. Non ci si doveva conquistare il proprio destino? E’ cosi impossibile credere ad una fine non così tanto disastrosa? A credere nel buon cuore delle persone?
No, perché in realtà sei una illusa, una che fa finta di non vedere la realtà. Non lo vedi che ti sta prendendo in giro dicono tutti.
No, non lo credo perché per quanto sia ingenua e completamente ignara del mondo, non riesco a concepire di aver giudicato in maniera sbagliata qualcuno che ha significato così tanto. Non ho avuto l’opportunità di conoscere l’amore ma il rispetto e l’affetto si. E non voglio rendere brutti ricordi meravigliosi. Ma sembra che questo sia il destino di tutti. Quello di trasformare il bello inevitabilmente in brutto.
Che la sofferenza sia impossibile da evitare. Probabilmente è cosi, sennò non mi ritroverei a riversare parole su un computer in modo da alleviare la tristezza che provo.
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What happens is not as important as how you react to what happens.
Ellen Glasgow (via quotemadness)
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Meet me
Per buona parte della mia vita ho creduto di conoscermi.
Ogni piega, difetto e pregio.
Proteggevo me stessa con un muro del più freddo ghiaccio, attaccando per difendermi. Chi davvero mi conosce lo sa bene.
Non mi permettevo di versare lacrima se non per motivi davvero importanti, di provare affetto se non per persone che davvero lo meritavano.
Ho nostalgia di quella persona. Sapeva come lottare, ricoprire di spine il cuore e andare avanti.
Ma era anche tanto ingenua, ogni volta che guardo indietro vedo tanta di quella ingenuità che a volte provo pietà per me stessa.
Pensavo che le persone fossero sostanzialmente buone, in fondo. Che la menzogna, la cattiveria fossero inutili scudi di persone infelici.
Credo di avere ancora quell'idea di fanciullesca ricerca della felicità, ancora la riesco a idealizzare.
Molti sanno quanto dolore può esserci dietro ogni sorriso, quanta forza è necessaria per buttare tutta la negatività in un angolo e dare alla giornata una possibilità. Alla vita una possibilità di cambiare.
E Lei cambia, inevitabilmente.
Tutto ciò che credevi normale si trasforma e le certezze che avevi si ribaltano. Ci conosciamo solo fin dove abbiamo avuto il coraggio di spingerci, e il coraggio espone noi stessi a tanto possibile dolore, delusione e disillusione.
Il valore più alto che possiamo concederci è la possibilità di crederci ancora, di avere fede che qualcuno al mondo possa apprezzare chi sei davvero e di non odiare tutte le rose solo perché una ti ha punto.
La mia vita è un bilico tra “chi fa da se fa per tre” e “everybody needs somebody”.
E' vero che nessuno può salvarci se non noi stessi, ma la solitudine crea mostri se non diamo la possibilità a qualcuno di distruggerli anche solo accendendo la luce.
Perciò continuerò a donare il cuore finché ancora ne avrò, sperando che l’ultimo grammo lo riceva qualcuno che davvero riesca ad apprezzarne il valore.
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Lo dico per te.
Prendi quella tristezza e facci qualcosa continuavo a ripetere a me stessa, prendi le cose brutte che ti accadono e traine insegnamento o piuttosto trasformale in rabbia, violenza ma dio facci qualcosa.
Invece no, se ne stava sul fondo. Ridevi e vivevi la vita di tutti i giorni nascondendo il peso sullo stomaco, tanto che le persone non si rendevano neanche conto di come stavi realmente. Non più.
Perché il dolore è impercettibile agli occhi di chi è disinteressato, non c’è nulla che lo fa trasparire dalla pura apparenza di una persona.
Il viso può ridere ma gli occhi no e per percepirlo è necessaria attenzione, cura.
Cose fin troppo dimenticate oggigiorno. Si preferisce essere ambasciatori di buoni propositi dimenticandoci che davanti abbiamo un essere umano non una macchina in cui basta schiacciare un bottone. Proviamo a pensare a tutti i consigli che abbiamo dato nella nostra vita, e giriamoli a favore di noi stessi.
Fa paura eh? È proprio vero il detto che tra dire e il fare c’è di mezzo il mare, soprattutto quando non pensiamo davvero a cosa dire, non ci mettiamo nei panni dell’altra persona, considerandone debolezze e difficoltà prima di aiutarle. Si prendono frasi fatte standardizzate da usare indistintamente qualsiasi sia l’individuo che abbiamo davanti. Questo è perché si pecca di egocentrismo, si mette il proprio io al centro di tutto, la propria visione della vita si pensa sia quella giusta. Ciò porta a consigliare ad una persona con problemi di autostima di fare un pò di esercizio e creare la versione migliore di se stessi per sentirsi meglio.
Molte persone mi hanno detto nella mia vita che avrei dovuto creare una migliore versione di me, come se quella attuale fosse difettata, non abbastanza accettabile dalla società che mi circondava. Nel mio caso, dal mondo che avrei dovuto attrarre, sarebbe dovuto diventare la mia priorità assoluta. Vestirsi, mangiare, pensare, vivere per piacere non a se stessi, ma ad una personalità esterna.
Vivere per gli altri. Questo si pensa debba fare una donna, curarsi per mantenere l’apparenza e, nel caso, mostrare la propria natura. Come se l’avere al proprio fianco un uomo decretasse il tuo valore in quanto donna. Più è affascinante, più vali, perché quella persona ha riconosciuto tale valore in te.
Capite che per qualcuno che ha sempre sacrificato l’apparenza in nome dell’essere, quanto questo ragionamento suoni orribile. Il che mi ha fatto scontrare anche con le aspettative che l’altro sesso aveva nei miei confronti. Anche se le dinamiche ultimamente sono cambiate.
Se le donne sono sfuggenti, gli uomini ora lo sono ancor di più. Incapaci di capire cosa vogliono, navigano nel mare dell’indecisione finché una donna sufficientemente forte non li mette al guinzaglio.
Ma chi ci pensa alle anime sensibili come me? Che provano veri sentimenti senza voler sopraffare nessuno?
Vengono mangiate da questo sistema dove vince il più crudele, e demonizzate se provano a dimostrare all’altra persona veri sentimenti. Notatelo, sono diventati dei tabu.
Se prima il tabu era il sesso, ora lo sono i sentimenti. Non si ha il coraggio di provarli, perché si sa, hanno il potere di farci stare male, e ne vale la pena in un mondo che si cura solamente dell’apparenza? No.
Perciò io che vivo in modo estremo ogni emozione non ho vita facile.
Si sopravvive.
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Dicono che non capisco.
Non sono mai stata una persona che si paragona agli altri soprattutto nelle esperienze di vita ma più il tempo passa più penso che ci sia qualcosa di profondamente diverso in me.
La maggior parte delle volte non ci faccio caso o non ci penso, ma davanti alle evidenze non posso fare a meno di rifletterci.
Quando navighi in acque oscure e pericolose farai sempre in modo di salvare una piccola parte di te stesso, la custodisci e la nascondi per non perderla, metti il tuo bene sopra ogni cosa.
Perché sai che se non ti vuoi bene da sola nessuno lo farà per te.
Potessi aprire il mio cuore e far vedere la sofferenza e l’amore che ho provato nella mia vita, sicuramente eviterebbero di trattarmi come se non ne capissi nulla, come se fossi troppo ingenua per comprendere le fitte allo stomaco, come se l’anima volesse strappare via il corpo.
Dicono che perdi la testa.
Questo è il lusso dei fortunati, di coloro che relativamente hanno sofferto nella loro vita o che semplicemente hanno imparato a farci i conti.
Come se non fossi consapevole che il controllo mi uccide. Mi logora dall’interno ma non conosco altro modo per non distruggermi in mille piccole schegge al primo colpo.
Io vivo di assolutismi, o tutto o niente, e quando mi dicono che non comprendo perché non mi sono mai, secondo loro, innamorata vorrei far loro vedere contro che cosa ho lottato per non far trasparire quello che provavo.
E non l’ho fatto per mancanza di amore ma perché sapevo che per quanto forte il sentimento non era giusto per me. E non immaginate quanta forza ci voglia per ammettere questo.
Sapevo che sarei finita a cercare di ricomporre qualcosa di non ricomponibile perdendo quel minimo di equilibrio che con fatica avevo creato.
Cerco di esprimermi, di far comprendere la mia visione e far capire a chi ho intorno che è una necessità vitale quella di preservare me stessa, ma sto iniziando a maturare l’idea che non ci sarà più nulla da preservare se continuo così.
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I’ll be there
L’assenza. Brutta storia.. soprattutto quando sei abituato a dare importanza a chi hai intorno. Se guardo al mio passato sono davvero poche le persone con cui ho ancora qualche strana forma di contatto. Si.. contatti perchè avere delle relazioni umane normali oramai è fuori moda.
Si usano i social network come metodi indiretti per far sentire una strana forma di presenza che aleggia nell’aria.. persone che potrei facilmente paragonare a fantasmi sotto mentite spoglie.
Non mi abituerò mai a questa falsità, a tutte queste persone che si riempiono la bocca di tante belle parole ma in realtà usano solamente gli altri come tappabuchi per i momenti di solitudine.. per il tempo che serve.
Tangibili come una nube di fumo.
No.. c’è il bisogno di cose vere, reali non di belle parole che puntualmente finiscono nel dimenticatoio.
Vi dico solo una cosa.. se volete entrare nella mia vita fatemi il piacere di restare o se proprio vi è impossibile, di dare una motivazione alla vostra assenza.. perchè se non sarà così purtroppo sarò costretta a cancellarvi...
perchè non meritate nessun tipo di rispetto.
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ore x di un giorno qualunque, sdraiato su un letto qualsiasi a pensare a chissà cosa. Per quanto tempo ancora continuerà in questo modo?
inattesadi-nessuno (via inattesadi-nessuno)
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Questa è per i bastardi che ti fanno del male e poi ti dicono “mi manchi” , fanculo, non restare ad ascoltarli, sei pura quanto rara e loro ladri di diamanti.
Mezzosangue (via extacycoast)
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Good day
Oggi non è un buon giorno,
non lo è semplicemente perchè mi sono resa conto, ancora una volta di quanto sono diversa dalle persone che mi circondano. A volte mi ripeto che tutto ha un senso, un motivo che ancora non riesco a vedere ma più il tempo passa più questa certezza svanisce.
Tutti intorno a me si stanno costruendo una vita, lo so sembra patetico ma il motivo è l’amore. O meglio l’assenza di un amore nella mia vita. Ogni volta che ho cercato di avvicinarmi a questo mondo sono stata umiliata, ferita e ne sono uscita sempre più terrorizzata. A vent’anni sono poco più che un’adolescente dentro di me, con paure infantili e sicurezze inesistenti. Come farò a diventare una donna forte e indipendente se questa enorme parte di me è devastata?
Mi sto rendendo conto piano piano che il passato non si dimentica davvero e che le ferite prima o poi si riaprono.. sempre nei momenti meno opportuni, quando pensavi di aver ripreso il controllo di tutto e di aver finalmente superato i momenti bui di quella che si può considerare la gioventù.
“Ora è passato” continuo a ripetermi, ma non sarà mai così.. per lo meno non lo sarà finchè non avrò trovato un senso a tutto, un qualcosa di bello abbastanza da farmi accantonare quel periodo della mia vita che sta sempre di più condizionando il mio presente.
Il non essere mai abbastanza potrebbe davvero essere il mio tallone d’achille
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