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#parola di amante dei gatti
catsloverword · 1 day
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Non voglio contarti tra i miei desideri, voglio viverti tra le mie passioni
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m2024a · 4 months
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Come i gatti vedono le persone? Parola agli esperti! Se sei un amante dei gatti, avrai sicuramente speso del tempo a chiederti come il tuo amico felino vede il mondo e, soprattutto, come ti vede lui. In questo articolo, esploreremo il misterioso universo della percezione felina, concentrandoci su come i gatti vedono le persone. In occasione della Giornata Nazionale del gatto di oggi 17 febbraio, scopriamo le sfumature di questo affascinante aspetto della loro percezione e come possiamo migliorare la nostra connessione con loro. Cosa pensa il mio gatto quando mi vede? Non è facile riconoscere a prima vista cosa pensano i gatti degli esseri umani. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Inverse, ciò è dovuto al fatto che la cognizione felina è poco studiata rispetto a quella dei cani. Per rispondere a questa domanda dobbiamo analizzare il comportamento del gatto. In altre parole, il proprietario deve capire perché il proprio animale domestico si comporta in un modo o nell'altro riguardo a una situazione specifica. Tuttavia, i felini sanno rilevare e mostrare le emozioni. «Dolore, paura, tristezza, soddisfazione, gioia, fastidio... anche se non scopriremo mai cosa pensa il gatto, possiamo raccogliere indizi sul suo stato d'animo», dice la veterinaria Yui Shapard. Come i gatti vedono le persone? Non è facile riconoscere a prima vista come i gatti vedono le persone. Emma Grigg, educatrice di animali certificata e professoressa presso l'Università della California, sottolinea nella suddetta rivista che i gatti rispondono in modo diverso alle persone a seconda dell'umore di queste ultime. Un’affermazione che lascia la porta aperta al fatto che i felini riconoscono come stanno psicologicamente le persone e che ci fa capire come i gatti vedono le persone. Emma parla anche dell'opinione che il felino ha nei confronti dei suoi proprietari: «Quanto a cosa pensa il tuo gatto quando ti guarda, direi che dipende dalla storia che condividi con lui». Questa argomentazione va di pari passo con quella pubblicata da Liz Stelow, veterinaria della stessa università, che sottolinea quanto segue: «I pensieri dei gatti sono significativamente modellati dal comportamento umano». I gatti percepiscono l'aura delle persone? Stelow è chiara: i gatti mostrano sensibilità verso gli esseri umani clinicamente depressi. Inoltre, gli studi indicano che i gatti cercano negli esseri umani indizi per capire se una situazione è preoccupante o meno e possono seguire il linguaggio del corpo degli umani per trovare indizi sulla risoluzione dei problemi. Uno studio dell'Università di Nottingham Trent e della Lincoln University, condotto su più di 3.000 proprietari di gatti in Gran Bretagna che hanno risposto a un questionario sul comportamento, la routine, l'attività, la salute di se stessi e del gatto, non lascia spazio a dubbi: L'umore dei proprietari ha un impatto esponenziale sull'umore dei gatti. In breve, i felini sanno se il loro padrone è triste, felice, nervoso, arrabbiato o depresso... cioè percepirebbero "l'aura delle persone", se corrisponde al loro umore. Per questo motivo molti mici compiono una serie di gesti per dimostrare il loro sostegno al padrone: Se piange, si avvicinano. Se è triste, gli stanno accanto. Se è felice, i gatti muovono la coda e fanno le fusa. Se è arrabbiato, si allontanano. Questo comportamento, però, dipende dal legame che si instaura tra il gatto e la sua persona che se ne prende cura, perché non tutti i rapporti sono uguali e non tutti i gatti si sentono vicini al loro padrone. Come percepiscono i gatti le emozioni umane? Diversi studi scientifici assicurano che i gatti non sono bravi quanto i cani quando si tratta di percepire le nostre emozioni. «A differenza dei cani, i gatti non sono in grado di distinguere i volti umani e non rispondono ai tratti del viso che esprimono emozioni», afferma Molly DeVoss, specialista certificata in addestramento e comportamento felino che gestisce l'organizzazione no-profit Cat Behavior Solutions. I gatti sanno quando sei malato? Tuttavia, DeVoss dice che i gatti si affidano principalmente all’olfatto, non alla vista, per riconoscere come si sentono i loro umani. I cambiamenti nell’odore del nostro corpo possono anche segnalare cambiamenti emotivi o fisici che i gatti percepiscono. «Quando ci ammaliamo, il nostro odore cambia leggermente e alcuni farmaci emanano un odore leggermente diverso nel nostro corpo», spiega DeVoss. «I gatti lo percepiscono e avvertono un cambiamento in noi, che spesso li porta ad agire in modo diverso quando cercano di capire cosa sta succedendo», aggiunge. Inoltre, una nuova ricerca sostiene che i gatti sono in grado di capire l'espressione facciale di chi li accudisce e di rilevare se questa sta cambiando o meno. Uno studio del 2019 rileva che i mici possono leggere lo sguardo umano per ottenere informazioni. Questo si chiama: "riferimento sociale" in cui l'animale domestico osserva il suo umano perché vuole sapere cosa gli sta succedendo e risolvere il problema da solo. I gatti possono stabilire un contatto visivo con gli umani - soprattutto attraverso il loro iconico "battito di palpebre lento" - quando esprimono affetto o vogliono essere nutriti, spiega Shapard. I gatti percepiscono le persone cattive? Molti amanti dei felini sono d'accordo sul fatto che i gatti possono percepire una persona con cattive intenzioni, ad esempio, persone che entrano in casa oppure estranei (animali o umani) che incontrano all'esterno. Come abbiamo visto, i mici sanno percepire le emozioni e le vibrazioni energetiche degli esseri umani, ma è molto difficile definire il "male" in modo tecnico e non ci sono dimostrazioni scientifiche che provano che i gatti percepiscano o meno le persone cattive. Il mio gatto mi vede come un gatto più grande? Fullscreen button L'opinione più diffusa nella comunità dei proprietari di gatti è che i nostri felini ci vedano fondamentalmente come gatti più grandi, non come una specie diversa. «Si pensa che i gatti percepiscano gli esseri umani come versioni più grandi di se stessi», spiega DeVoss. Ma questa teoria è vera? Shapard non pensa che ci sia molto merito nella leggenda. Dice che l'idea potrebbe essersi diffusa sulla base degli insegnamenti dell'antropologo britannico John Bradshaw, e non crede che reggano. «Non riesco a trovare nessuno studio attendibile che ci dia maggiori informazioni sul fatto che ci sia del vero in questo. Per ora, direi che è solo un mito», conclude Shapard. Affermazione condivisa da tutti gli esperti citati nel testo. «I gatti sono certamente in grado di distinguere cognitivamente tra un essere umano e un gatto; si pensi, ad esempio, alle differenze nella reazione dei felini a un essere umano sconosciuto nel loro spazio vitale rispetto a un gatto sconosciuto», dicono. «I gatti ci vedono come compagni sociali e come una "risorsa preziosa'', cioè come fornitori di cibo». Tuttavia, la veterinaria Chyrle Bonk ha la sua interpretazione della teoria del "gatto maggiore". I mici spesso trattano gli esseri umani come gli altri felini, usando gesti come leccare o strofinarsi sia nei confronti dei loro simili che di coloro che si prendono cura di loro, dice. «In un certo senso, i gatti ci considerano gatti più grandi. Potrebbero non sapere necessariamente che siamo una specie diversa o semplicemente non gliene importa», aggiunge Bonk. I gatti trattano chi si prende cura di loro con segni di affetto simili a quelli che mostrano verso gli altri felini. Il comportamento del gatto rivela cosa pensa del suo proprietario? La risposta breve è: sì! Gli esperti sottolineano che, in generale, la connessione tra gatto e proprietario si basa su segnali comportamentali felini e soprattutto se apprezza o no le carezze del suo umano. Per scoprire se un gatto ti ama, devi lasciare che si avvicini a te alle sue condizioni Emma GriggEducatrice di animali certificata L'esperta suggerisce un semplice test di consenso per valutare se le interazioni del proprietario con il gatto gli piacciono o meno: «Per esempio, se lo stai accarezzando e ti fermi, tornerà per volere altre carezze?». «Si può scoprire molto su ciò che pensa un gatto dal modo in cui risponde perché non ha paura di mostrare quando gli piace o non gli piace qualcosa», dice Bonk. Il modo migliore per capire la mente di Micio e migliorare la connessione felino-umano è prestare attenzione ai comportamenti dell'animale, ma anche a quelli del proprietario per sapere, con certezza, cosa l'animale apprezza e cosa no. In questo modo il legame sarà più forte e indistruttibile. Comprendere come i gatti vedono le persone è una chiave per stabilire una connessione più forte con i nostri affascinanti compagni a 4 zampe. Attraverso la comprensione del loro modo di vedere il mondo, linguaggio del corpo e olfatto, possiamo approfondire il nostro legame con loro, creando un ambiente amorevole e comprensivo che migliora la qualità della vita per entrambi. Leggi anche : Quali sono i migliori libri sui gatti? Scopriamolo insieme! Decriptiamo insieme i versi del gatto!
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lanottediamsterdam · 4 years
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Mia nonna si chiama Iside, ogni tanto penso al suo nome e credo sia molto bello, suona un pò antiquato forse perchè mi rimanda all'egitto,a tempi lontani e mitologici, però è molto carino. La casa dei suoi sogni non era una grande villa, era una casettina su un piano solo, un'entrata con un vialetto corto, largo poco più di quattro metri, affiancato ai due lati da due piccole aiuole, il tutto circondato da una siepe bassa. Non ci sarebbero state molte stanze,un salotto con una credenza ampia per le tazze da tè ed i ninnoli, una piccola cucina, un bagno e due stanze da letto, una per sè ed una per mia mamma e suo fratello. Mio zio, è un nerd, lo è sempre stato ancor prima che nerd fosse una parola, o una moda,quando non si diceva nerd, non si diceva niente,ma la vicina di casa faceva le battute in chiesa alla domenica dicendo che avrebbero dovuto internarlo perchè quando i loro figli giocavano al campo da calcio lui abbracciava quello che faceva gol invece di dargli una pacca sulla spalla come un vero uomo, e una volta finita la partita non andava ad ubriacarsi con i compagni e, invece, tornava a casa a studiare. Dopo un paio di fallimenti amorosi piuttosto duri ha optato per una vita solitaria, fatta di lavoro notturno e sonno di giorno, non proprio il ritmo che favorisce una vita sociale sana, o una vita in generale. E’ un abile informatico, ha fatto il militare nonostante odi la guerra e dimostri una delicatezza inusuale in un ex militare. Non veste alla moda, anzi veste un pò male, larghi tutoni, pantaloni cargo con caviglie troppo abbondanti; indossa la flanella ad ogni occasione, maglie, maglioni, camicie; l'abbinamento di colori non pervenuto e ha zero gusto in fatto di stile,quando abbandona la flanella si adagia sul più classico e monocromatico pile. Non ha molta cura di sè, sembra sempre trasandato come se fosse tornato da un viaggio di sei mesi in Alaska, per chi lo ha visto invecchiare negli anni è palese che la cura del proprio aspetto è andata di pari passo con il rifiuto da parte della società di integrarlo e di comprenderlo, il rifiuto ricevuto dalle sue compagne dopo aver messo in gioco i suoi sentimenti a tutto tondo lo ha evidentemente portato a non curarsi e ad assecondare l'idea, ed inconsciamente a confermarla, che non valga e che sia un reietto andando così a proiettare su di sè per primo quell'idea errata che la gente comune ha di lui. E' un uomo imponente di quasi un metro e novanta, è un pò un bambinone, ma è una delle persone più buone che io abbia mai conosciuto, ha sempre avuto un rapporto adorabile con mia sorella che ha saputo assecondare in ogni evoluzione della sua crescita, con comprensione e amore, come se vedesse in lei la figlia che non ha mai avuto e, forse, mai avrà. E’ sempre disponibile ad aiutare la sua famiglia nonostante stia a un centinaio di chilometri da noi, è un grande amante degli animali tra l'altro, nella mia vita lo avrò visto soccorrere e curare cani, gatti,piccioni, canarini, pettirossi, ranocchie e addirittura un furetto. La sua vita l'ho sempre vista piuttosto triste, grigia oserei a causa di questo senso di solitudine autoimposta, come se questa fosse stata una sua scelta consapevole ma non gradita. Questa visione era anche dovuta al fatto che mio padre lo ha sempre utilizzato come esempio di persona "sfigata", l'esempio dell'uomo che non sarei dovuto diventare, uno spauracchio temibile di uno stereotipo da ridicolizzare ed usare come esempio per le peggiori definizioni, con l'arrivo dell'adolescenza ho compreso che si trattava di nient'altro che bullismo, un quarantenne che faceva il bullo con un altro adulto che non ribatteva mai, nonostante avrebbe potuto distruggerlo con poche parole ben disposte, una piccola presa di coscienza che d'improvviso iniziava ad aprirmi gli occhi su chi avessi al mio fianco e quali fossero i valori che importavano a me.
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fairycele95 · 5 years
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Sailor Moon Legacy Challenge, traduzione italiana  
Una mia cara amica, Celeste, mi ha segnalato questa bellissima alternativa alla classica legacy challenge per The Sims 4, solo che non c'è una traduzione in italiano. Quindi l'ho fatta io :) Qui potete trovare le regole della versione originale su modthesims.com: Legacy - Sailor Moon Legacy Challenge Per la traduzione in italiano ho preferito parlare degli eredi e delle regole che li riguardano al femminile (al maschile nel caso di Tuxedo Mask), ma non c'è alcun obbligo ad avere tutte eredi femmine, o un erede maschio nella generazione di Tuxedo Mask: l'erede può essere il sim che preferite a ogni generazione, senza distinzione tra genere sessuale. Purtroppo questo aspetto non è chiaro al 100% nelle regole, però l'autrice parla degli eredi sia come “lui” che come “lei”, a volte in tono neutrale (cosa purtroppo impossibile da rendere in italiano), quindi suppongo che dove non c'è una regola che vieti il contrario, come nel caso della scelta dell'erede, tutto è concesso (così come per numero di figli che ogni erede può avere). Ma ora lascio la parola alla creatrice della challenge. Ringrazio la mia amatissima  DreamlikeMoon per la traduzione vi lascio il link al suo blog dove leggerete le sue bellissime storie: https://dreamlikemoon.livejournal.com/ SAILOR MOON LEGACY CHALLENGE - TRADUZIONE IN ITALIANO Sfida soggetta a modifiche e aggiornamenti. Questa Challenge non è mai stata testata in gioco. Sentitevi liberi di aggiustarla secondo il gameplay effettivo. Pack richiesti: Vita in città, Al lavoro, Vita da genitori, Stagioni, Cani e gatti. Opzionale: Vampiri. Se non ne avete qualcuno, aggiustate le regole per rendere la sfida giocabile. A meno che non sia richiesto il contrario, i Sim devono raggiungere il livello massimo della loro carriera e completare l'aspirazione. Gli eredi possono essere scelti liberamente dal giocatore e non devono per forza essere eredi biologici. L'adozione è consentita. Si può trasferire l'unità familiare in lotti differenti durante il corso della sfida. L'invecchiamento deve essere attivo, durata della vita normale. Nessun trucco per i soldi né “realestate”. Niente mod sleali. Oppure fate come preferite e giocate in modo che sia divertente per voi, è un videogioco. I requisiti per i gatti sono solo per divertimento. O no? Ho cercato di non riutilizzare carriere, aspirazioni o tratti. Di conseguenza la vostra guerriera preferita potrebbe non essere rappresentata come dovrebbe. Le senshi sono più una semplice ispirazione estetica o di tonalità per ogni generazione, anziché rappresentare un vero e proprio gioco di ruolo come guerriera (anche perché essendo qui Tuxedo Mask figlio di Sailor Moon… ehm…) SUPER BONUS: avere in tutte le generazioni lo stesso gatto a cui dare il dolcetto della decrescita per non lasciarlo morire. Oppure una mini challenge coi gatti per mantenere viva la loro linea di sangue durante tutte le generazioni. [se vedi il sito su un dispositivo mobile, clicca sulla freccia qua sotto per continuare a leggere] GENERAZIONE 1: SAILOR V Colori opzionali: arancione, rosso, giallo Tratti: amante della musica, estroversa, ambiziosa Carriera: detective Aspirazione: nativa della città Altro: “Destinata a non trovare mai l'amore” Mentre questa sim può corteggiare (e fare fiki fiki) con altri sim, non può avere un ragazzo / una ragazza o sposarsi. Non può nemmeno chiedere a un altro sim di trasferirsi in casa sua, diventerà una mamma single lavoratrice. Idee aggiuntive: provare a massimizzare l'abilità di carisma, o spendere punti aspirazione per acquistare il tratto seducente. Gatto: obbligatorio GENERAZIONE 2: SAILOR MOON Colori opzionali: bianco, rosa, blu, Magenta Tratti: infantile, ghiottona, buona Carriere: nessuna/mamma casalinga (o organizzatrice di eventi di beneficenza oppure personalità di internet) Aspirazione: amica del mondo Altro: “Il miracolo dell'amore” Deve sposare un alieno, un amore proibito tra due mondi diversi. Devi sbloccare Sixam entro la fine di questa generazione, preferibilmente attraverso la missilistica. Gatto: obbligatorio GENERAZIONE 3: TUXEDO MASK Colori opzionali: bianco e nero Tratti: cleptomane, amante dei gatti, amante della famiglia Carriera: a scelta del giocatore - risparmio dottore per Sailor Mercury e veterinario per Sailor Pluto. Quindi potrebbe essere criminale, agente segreto, hacker, uomo d'affari, o potrebbe semplicemente fare soldi rubando e cercando oggetti da collezione. Segui il tuo cuore. Aspirazione: super genitore o anima gemella Altro: “Cercare il Cristallo d'argento” Completa la collezione di cristalli. Massimizza l'abilità di malizia (specialmente attraverso il furto). Gatto: obbligatorio
GENERAZIONE 4: SAILOR MERCURY Colori opzionali: blu Tratti: genio, topo di biblioteca, non filtrante Carriera: dottore Aspirazione: cervello nerd Altro: “Studiosa per colpa” La sim non può mai saltare la scuola o marinare, deve sempre fare i compiti E le attività extrascolastiche, lavorare attentamente ai progetti scolastici, “studiare sodo” quando è a scuola, e deve sempre scegliere le cose da studiosi (se possibile) nelle finestre di dialogo che appaiono quando succede qualcosa a scuola. Deve anche sempre essere amichevole (non per forza avere Buone Maniere) e acquisire il tratto Responsabile. Da bambina deve completare l'aspirazione Bambino Prodigio. La sua infanzia farà schifo, ma la sua vita diventerà più luminosa quando diventa giovane adulta, sebbene debba raggiungere la vetta della carriera da dottore. Gatto: tecnicamente non obbligatorio, ma sarebbe una buona idea averlo. GENERAZIONE 5: SAILOR MARS Colori opzionali: rosso, viola Tratti: sicura di sé, snob, evasiva Carriera: (non necessariamente in questo ordine, ma queste sono le opzioni) 1. Critica o Social media; 2. Donna d'affari o Politica; 3. Agente segreto o Astronauta. Questa sim non può ripetere nessuna delle carriere dei suoi antenati, quindi pensaci quando scegli i lavori di Sailor Moon e Tuxedo Mask. Devi portare le carriere a un livello abbastanza alto da completare l'aspirazione. Dovresti massimizzare almeno una carriera. Aspirazione: sim rinascimentale Altro: “Odia gli uomini” Questa sim non può parlare agli uomini, se si può evitare (voglio dire, nessun problema se guardi un attimo da un'altra parte e lei fa qualcosa autonomamente, o se il gioco lo richiede). Se il proprietario del chiosco di cibo, il giardiniere o chiunque altro è un uomo, la sim non può parlarci (gli altri sim dell'unità familiare non hanno questa restrizione). Un'eccezione può essere fatta con: 1. i figli maschi 2. se questa erede è una femmina e vuoi farle avere figli e non vuoi per forza creare una bella trans omosessuale di cui farla innamorare (o rendere lei una trans omosessuale) e adottare né usare una mod per la gravidanza tra sim dello stesso sesso, puoi fare un'eccezione per quanto riguarda il donatore di seme per l'erede successivo (ma non può sposarlo dopo essere rimasta incinta, la relazione deve finire e non in maniera amichevole). L'eccezione NON si applica ai parenti maschi della sim, che a lei non stanno simpatici. Può parlare ai parenti maschi solo pr combattere con loro o per eseguire interazioni perfide/maliziose, e può dichiarare inimicizia al padre (o ai padri). Deve massimizzare l'abilità di benessere. Deve anche trovare una migliore amica durante il corso della sua vita. Gatto: non obbligatorio
GENERAZIONE 6: SAILOR JUPITER Colori opzionali: verde, rosa, pattern floreali Tratti: romantica, ama l'aria aperta, ordinata Carriera: giardiniere, ramo di compositore floreale Aspirazione: botanista indipendente Altro: “Superare il rifiuto, vivere nella pace domestica” Deve ricevere un rifiuto quando chiede di diventare coppia fissa o propone il matrimonio, terminare la relazione e trovare un nuovo amore. Deve massimizzare l'abilità di cottura al forno, raggiungere almeno il livello 5 di cucina o di alta cucina e vendere cibi da cottura al forno tramite un tavolo per la vendita in strada o altri metodi per la vendita. Deve organizzare un evento per il matrimonio quando si sposa, cucinare la propria torta e raggiungere il livello oro. Gatto: non per forza. Forse un cane? GENERAZIONE 7: SAILOR PLUTO Colori opzionali: nero, marrone, toni scuri Tratti: solitaria, perfezionista, pessimista Carriera: Veterinario. Deve avere una clinica a 4 stelle e almeno una recensione da 5 stelle. (Avere una clinica a 5 stelle è troppo tedioso e poco divertente in questo gioco, quindi non vi obbligo a raggiungerle). Aspirazione: amica degli animali Altro: “Ho sempre voluto combattere al vostro fianco” Può avere solo un amico adulto ma diventare amica di quanti bambini e animali vuole. Deve diventare migliore amica di almeno un bambino (può essere suo figlio), compagna di almeno un gatto, e infine morire di fronte a loro di qualcosa di diverso dalla vecchiaia. Questo significa che devi lavorare più velocemente per completare l'aspirazione. Puoi manipolare il gioco per causare la morte (costruire mura attorno alla piscina o quello che vuoi), ma l'uso di cheat o mod per causare la morte non è permesso. Gatto: SUPER obbligatorio Bonus: prova a riportare in vita il fantasma della sim Sailor Pluto prima della fine della legacy. GENERAZIONE 8: SAILOR URANUS Colori opzionali: giallo, blu navy Tratti: attiva, burlona, amicona Carriera: atleta (atleta professionista) Aspirazione: favolosamente ricca Altro: “Una coppia destinata” Può avere un solo amore nella sua vita, deve sposare la sua/il suo migliore amica/amico. Deve fare almeno due interazioni romantiche con la sua metà ogni giorno (a partire dallo stadio degli appuntamenti, non appena hanno un qualche tipo di impegno). Non appena inizia la loro relazione, la sim deve rompere/sabotare un'altra relazione (famiglia, amici), “sacrificando” qualcuno per la missione. OPPURE puoi uccidere qualcuno a cui tiene, ma il genitore della generazione precedente non conta. Gatto: se pensi di poter vivere anche senza va bene, ma vuoi davvero rischiare? GENERAZIONE 9: SAILOR NEPTUNE Colori opzionali: verde anatra, verde schiuma di mare, blu Tratti: creativa, materialista, amante dell'arte oppure amante della musica Carriera: pittrice (ramo a scelta) Aspirazione: genio musicale Altro: “Deep Sea Submerge” (attacco di Sailor Neptune, NdT) Deve avere una piscina di almeno 3x3 e nuotare almeno due volte a settimana. Deve avere un acquario e riempirlo di pesci pescati. Deve prendere almeno un pesce raro. Gatto: non necessario però come puoi pretendere che la sim diventi ispirata senza la sua musa felina??? GENERAZIONE 10: SAILOR SATURN Colori opzionali: viola, nero Tratti: schifiltosa o vegetariana o pigra, gelosa, allegra Carriera: scienziata o criminale (ramo di oracolo) o nessuna Aspirazione: nemico pubblico o gran maestra dei vampiri o famiglia vampiresca Altro: “È la fine del mondo per come lo conosciamo” Vai in giro a uccidere sim, brucia le proprietà, distruggi la felicità di ognuno. Quanti più corpi e meglio è. Assisti a più morti possibili. Quante più proprietà distrutte e meglio è. Deve pentirsi prima di morire, ritratteggiarsi in buona con un premio del punteggio e riparare almeno una relazione danneggiata. Gatto: NON DEVE CAPITARGLI NULLA DI MALE, è un GATTO BUONO, deve essere trattato solo con GENTILEZZA. GENERAZIONE 11: SAILOR CHIBI MOON Colori opzionali: rosa Tratti: infantile, smanettona, a scelta del giocatore. Carriera: a scelta Aspirazione: a scelta (posso però consigliare Progenie di Successo o Favilla della Villa?) Altro: “È un nuovo, radioso futuro in un mondo nuovo” Costruisci il mondo migliore possibile dalle ceneri delle generazioni precedenti. Gatto: SUPER obbligatorio. Non è un futuro utopico senza gatti.
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susantores · 6 years
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16 modi per creare traffico con i social network senza stare sulle palle a nessuno
La parola di quest’anno è sicuramente Traffico.
Ce n’è di tanti tipi: gratis, a pagamento, tramite query di ricerca o attraverso i social.
Già, i social network…
Hai mai pensato di usarli per indirizzare traffico mirato verso il tuo sito invece di invitare gli amici a cliccare ‘Mi Piace’ sui gatti che parlano?
In questo articolo discuteremo alcune strategie tramite cui un blogger può aumentare il traffico web verso il suo sito usando proprio i nuovi media sociali.
Allacciati le cinture!
Ogni anno nascono tantissimi nuovi social media; ne esistono maggiori e di nicchia. Ci sono tonnellate di opportunità per promuovere il tuo blog su ognuna delle reti sociali, ma nella maggior parte dei casi non è ragionevole cercare di usarle tutte.
Alcuni hanno provato a fare ciò, ma il risultato comune è quello di avere parecchi account con poca o nessuna interazione; non solo, pubblicando spesso e male rischi solo di stare sulle balle all’universo di internet e basta.
Come fare quindi?
Come sfruttare i social network per incrementare il nostro business
La strategia migliore è quella di concentrarsi solo su un paio di social network o anche uno solo.
Ecco come è possibile determinare il migliore per attrarre il traffico giusto.
Il primo obiettivo per un buon blogger è quello di identificare il lettore/pubblico di destinazione e quindi individuare le reti sociali che preferisce. I social network che inviano la maggior parte del traffico per i blog in generale sono:
Facebook
Twitter
Google+
Pinterest
LinkedIn
I risultati variano a seconda del target di destinazione.
Se il post in questione (o il tuo blog in generale) è più orientato ai liberi professionisti e alle aziende si potrebbe avere più traffico potenziale da LinkedIn e Google+. Se il target del lettore è invece più orientato al “visuale” potrebbe avere più senso di concentrasi esclusivamente su Facebook, Pinterest e Instagram (leggi la guida su come avere più seguaci).
Una volta che si inizia ad ottenere traffico dai social network, sarai in grado di analizzarlo per determinare il tipo di lettore. A questo punto è importante snocciolare qualche numero da Google Analytics , osservando il bounce rate (leggi come abbassare la frequenza di rimbalzo) dei post per esempio, con il quale si riesce a capire quale delle reti sociali usate fornisca il maggior traffico.
Il content sharing automatico ed i suoi svantaggi
Un blogger di successo (scopri come diventarlo) saprà che uno dei primi passi per attrarre traffico web è quello di “automatizzare” la condivisone dei contenuti del proprio blog nei sociale media:
1.1 – Il plugin di WordPress Sharing è possibile se si utilizza il Jetpack per WordPress. Esso fornisce alcuni servizi tra cui statistiche del proprio WordPress (molto più semplice di Google Analytics) e la funzione di share, che automatizza la condivisione dei tuoi post nei vari social network. Grazie a tale plugin ogni nuovo post e il link ad esso relativo sarà automaticamente condiviso nelle tue reti sociali, evitando così di doverlo fare manualmente ogni volta.
Va detto però che il modo completamente automatico non è sempre l’ideale. Se il link condiviso viene accompagnato da un buon messaggio ottimizzato per la piattaforma – e senza troncamento come potrebbe succedere su Twitter – incrementerà sicuramente i clic degli utenti.
1.2 – Buffer: è uno strumento di condivisione sociale freemium (vi è una versione standard gratuita ed una premium a pagamento). Con la versione gratuita è possibile pianificare fino a dieci messaggi per diversi profili sociali compresi Twitter, Facebook, LinkedIn e Google+; solo LikedIn prevede la versione premium. Con la versione gratuita si possono condividere massimo di 10 elementi ogni giorno per cinque giorni, scegliendo giorno ed orari più appropriati, ovvero quando gli utenti dei tuoi social media sono on line.
Utilizza tutte le risorse che il contenuto del blog può fornirti
Postare di nuovo il contenuto del tuo blog sui social: ci avevi mai pensato?
2.1 – Un blogger efficiente è consapevole che postare nuovamente i vecchi post è un ottimo modo per rivitalizzare e tenere “sempre fresco” il contenuto del suo blog. È possibile dare a tali post nuova vita, continuando a promuoverli sia sui social network, sia attraverso altri canali, anche utilizzando la tecnica di cambiare il loro titolo per dare un tocco di novità a quelli già datati.
2.2 – Attraverso l’uso di Buffer è possibile aggiungere vecchi titoli di post “in coda” agli elementi che si desiderano condividere giornalmente; anche in questo caso, i vecchi posti saranno condivisi durante gli orari da te prestabiliti durante il giorno e la settimana. Questo è un ottimo modo per tenere attivi i profili social attraverso i contenuti in modo che essi rimangono attivi durante le ore di punta, anche se sei occupato.
2.3 – A pari passo un blogger competente è conscio del fatto che è assolutamente sempre necessario realizzare nuovi post con una certa frequenza settimanale o mensile, per creare ed instaurare una relazione di tipo coerente con il proprio pubblico di lettori che, a loro volta avranno coerenza nel seguirlo sia sul blog sia nei suoi social network.
L’uso appropriato dei social sharing buttons: come attivarli sul blog
Se hai intenzione di usare i social network come strumento di marketing, per creare e sviluppare un certo numero di lettori a seguito, è importante concentrarsi solo su poche reti sociali per vari motivi; nel caso dei social sharing buttons, averne troppi sul blog può confondere i lettori e rallentare la velocità della pagina.
Per la maggior parte dei blog, Twitter, Facebook, LinkedIn e Google+ sono i principali pulsanti di condivisione sociale necessari su ogni post, anche se è forte la tentazione di attivare più buttons per dare ai lettori la possibilità di condividere i vostri post in ogni social network; la ricerca però dimostra che quando al lettore vengono presentate troppe opzioni alla fine non sceglierà nessuna di esse.
3.1 – Utilizzo di WordPress Plugin: anche WordPress ha l’opzione di vari plugins per la condivisione dei contenuti; ma anche in questo caso è preferibile limitarne il numero per evitare il rallentamento del blog.
Potete trovare i principali social sharing plugins per WordPress cliccando nei link sottostanti:
http://wordpress.org/plugins/sharebar/
http://wordpress.org/plugins/wp-socializer/
http://wordpress.org/plugins/scrolling-social-sharebar/
http://wordpress.org/plugins/digg-digg-alternetive/
http://wordpress.org/plugins/flare/
http://wordpress.org/plugins/share-this/
3.2 – Per rendere la condivisione più gradevole ed interessante sui social network, anziché limitarsi al titolo e al link del relativo post, si ha l’opzione di condividere uno snippet, ovvero parte del contenuto del post che si vuole mettere in evidenza.
Così come postare di tanto in tanto qualche tip e consiglio sui vostri social, in modo che il lettore non risulti annoiato nel vedere sempre e solo link verso il blog, darà il risultato di variegare il contenuto e non bombardarlo sempre con gli stessi status updates.
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Promuovi il tuo post su Facebook: i gruppi e la viralità possono fare la differenza
Oltre a linkare i tuoi post nella tua pagina Facebook come status update, vi sono altre risorse che un blogger può utilizzare per sfruttare al meglio le potenzialità della condivisione:
4.1 – Condividere i post sui gruppi rilevanti su Facebook, identificando almeno 10 gruppi che abbiano una coerenza con l’argomento del tuo blog, il cui target di utenti attivi risulti essere in linea con la tua nicchia di lettori.
4.2 – Usare le proprie connessioni personali (amici, colleghi etc..) e chiedere loro di condividere i link del tuo post sulla loro pagina, profilo o gruppo, cercando magari di commentare quelli che sono stati condivisi da terzi in modo da iniziare qualche conversazione o interazione che possa innescare la viralità e di conseguenza l’ulteriore condivisione del post.
Costruisci una rete di relazioni attraverso i tweet topics
Promozione dei post su Twitter: stessa impostazione che per la promozione su Facebook; oltre a condividere il link dei post, anche tale social network offre altre possibilità al blogger per promuovere il contenuto del suo blog:
5.1 – Trovare persone che abbiano twittato su topics relazionati con il contenuto del tuo blog, identificando le persone che hanno condiviso contenuti simili con la funzione search e che abbiano almeno 500 followers.
5.2 – Rispondi ai loro tweets comunicando che troverebbero utile il tuo blog; se vi seguite a vicenda potete anche inviare messaggi diretti invitando a condividere il contenuto del tuo blog, dal momento che trattate argomenti simili, inviando loro il link dei post che vuoi siano condivisi.
5.3 – Effettua una mention per chi condivide il tuo post come ringraziamento, evitando però di ringraziare direttamente.
Trova la tua nicchia e promuovi il tuo post nelle community di Google+
Per dirla tutta, non sono un amante di Google+ e lo sfrutto veramente poco per promuovere il mio business, tuttavia può essere sfruttato a dovere.
6.1 – Puoi unirti alle community di Google+ e condividere i tuoi post: Ci sono un certo numero di comunità su Google+ per tutte le nicchie; individuare le comunità più rilevanti per la tua e condividere i post del tuo blog. Si può condividere il link che automaticamente crea lo snippet, ma anche accompagnarlo da una piccola introduzione per rendere più interessante e completa la condivisione.
6.2 – Trovare le persone nella tua nicchia che hanno contenuti simili e rilevanti con il tuo e condividere i tuoi contenuti con loro: cercare l’argomento relativo al tuo post tramite l’opzione search, poi filtrare la ricerca di post su Google+. Vedrete un feed di persone e pagine che hanno condiviso i contenuti rilevanti per l’argomento che si vuole condividere.
6.3 – Una volta ottenuti tali risultati, identificate i più rilevanti. Fatto ciò, il blogger dovrebbe saper sapientemente commentare dicendo che se alla persona è piaciuto il post in questione, potrebbe trovare interessante e utile anche il suo.
Utilizzare al meglio i propri contatti ed i gruppi su LinkedIn
Promozione su LinkedIn: condividere il tuo post sul profilo LinkedIn e sulla vostra pagina, ma non fermarti qui:
7.1 – Condividi i tuoi contenuti sui gruppi rilevanti su LinkedIn: c’è un gruppo per quasi ogni nicchia professionale, ed è possibile condividere il link del tuo blog su quasi tutti i gruppi. Condividi i tuoi contenuti sui gruppi interessati al tuo argomento. Con il tempo, determinare i gruppi che inviano la maggior parte del traffico al tuo blog e concentrarsi sulla condivisione di contenuti in tali gruppi ogni volta che si pubblica un nuovo post.
7.2 – Inviare messaggi direttamente ai contatti: determinare i contatti che sarebbero con più probabilità interessati al contenuto del tuo blog. Invia loro un messaggio diretto facendo loro sapere che hai pubblicato un nuovo post e che si pensa possa essere interessante e utile.
Se possibile, fare riferimento a un post precedente che il contatto ha condiviso, scritto o letto. In questo modo sarà più probabile che la persona legga il tuo nuovo post.
Siamo arrivati alla fine: sei ancora vivo? Bene dimmi allora, qual è il social network che maggiormente usi e come lo sfrutti per aumentare i tuoi lettori?
16-modi-creare-traffico-con-social-network è stato pubblicato su Espresso Triplo.
16 modi per creare traffico con i social network senza stare sulle palle a nessuno syndicated from https://espressotriplo.com/
16 modi per creare traffico con i social network senza stare sulle palle a nessuno posted first on https://espressotriplo.com/ 16 modi per creare traffico con i social network senza stare sulle palle a nessuno published first on https://espressotriplo.com/
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luanapisano · 6 years
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16 modi per creare traffico con i social network senza stare sulle palle a nessuno
La parola di quest’anno è sicuramente Traffico.
Ce n’è di tanti tipi: gratis, a pagamento, tramite query di ricerca o attraverso i social.
Già, i social network…
Hai mai pensato di usarli per indirizzare traffico mirato verso il tuo sito invece di invitare gli amici a cliccare ‘Mi Piace’ sui gatti che parlano?
In questo articolo discuteremo alcune strategie tramite cui un blogger può aumentare il traffico web verso il suo sito usando proprio i nuovi media sociali.
Allacciati le cinture!
Ogni anno nascono tantissimi nuovi social media; ne esistono maggiori e di nicchia. Ci sono tonnellate di opportunità per promuovere il tuo blog su ognuna delle reti sociali, ma nella maggior parte dei casi non è ragionevole cercare di usarle tutte.
Alcuni hanno provato a fare ciò, ma il risultato comune è quello di avere parecchi account con poca o nessuna interazione; non solo, pubblicando spesso e male rischi solo di stare sulle balle all’universo di internet e basta.
Come fare quindi?
Come sfruttare i social network per incrementare il nostro business
La strategia migliore è quella di concentrarsi solo su un paio di social network o anche uno solo.
Ecco come è possibile determinare il migliore per attrarre il traffico giusto.
Il primo obiettivo per un buon blogger è quello di identificare il lettore/pubblico di destinazione e quindi individuare le reti sociali che preferisce. I social network che inviano la maggior parte del traffico per i blog in generale sono:
Facebook
Twitter
Google+
Pinterest
LinkedIn
I risultati variano a seconda del target di destinazione.
Se il post in questione (o il tuo blog in generale) è più orientato ai liberi professionisti e alle aziende si potrebbe avere più traffico potenziale da LinkedIn e Google+. Se il target del lettore è invece più orientato al “visuale” potrebbe avere più senso di concentrasi esclusivamente su Facebook, Pinterest e Instagram (leggi la guida su come avere più seguaci).
Una volta che si inizia ad ottenere traffico dai social network, sarai in grado di analizzarlo per determinare il tipo di lettore. A questo punto è importante snocciolare qualche numero da Google Analytics , osservando il bounce rate (leggi come abbassare la frequenza di rimbalzo) dei post per esempio, con il quale si riesce a capire quale delle reti sociali usate fornisca il maggior traffico.
Il content sharing automatico ed i suoi svantaggi
Un blogger di successo (scopri come diventarlo) saprà che uno dei primi passi per attrarre traffico web è quello di “automatizzare” la condivisone dei contenuti del proprio blog nei sociale media:
1.1 – Il plugin di WordPress Sharing è possibile se si utilizza il Jetpack per WordPress. Esso fornisce alcuni servizi tra cui statistiche del proprio WordPress (molto più semplice di Google Analytics) e la funzione di share, che automatizza la condivisione dei tuoi post nei vari social network. Grazie a tale plugin ogni nuovo post e il link ad esso relativo sarà automaticamente condiviso nelle tue reti sociali, evitando così di doverlo fare manualmente ogni volta.
Va detto però che il modo completamente automatico non è sempre l’ideale. Se il link condiviso viene accompagnato da un buon messaggio ottimizzato per la piattaforma – e senza troncamento come potrebbe succedere su Twitter – incrementerà sicuramente i clic degli utenti.
1.2 – Buffer: è uno strumento di condivisione sociale freemium (vi è una versione standard gratuita ed una premium a pagamento). Con la versione gratuita è possibile pianificare fino a dieci messaggi per diversi profili sociali compresi Twitter, Facebook, LinkedIn e Google+; solo LikedIn prevede la versione premium. Con la versione gratuita si possono condividere massimo di 10 elementi ogni giorno per cinque giorni, scegliendo giorno ed orari più appropriati, ovvero quando gli utenti dei tuoi social media sono on line.
Utilizza tutte le risorse che il contenuto del blog può fornirti
Postare di nuovo il contenuto del tuo blog sui social: ci avevi mai pensato?
2.1 – Un blogger efficiente è consapevole che postare nuovamente i vecchi post è un ottimo modo per rivitalizzare e tenere “sempre fresco” il contenuto del suo blog. È possibile dare a tali post nuova vita, continuando a promuoverli sia sui social network, sia attraverso altri canali, anche utilizzando la tecnica di cambiare il loro titolo per dare un tocco di novità a quelli già datati.
2.2 – Attraverso l’uso di Buffer è possibile aggiungere vecchi titoli di post “in coda” agli elementi che si desiderano condividere giornalmente; anche in questo caso, i vecchi posti saranno condivisi durante gli orari da te prestabiliti durante il giorno e la settimana. Questo è un ottimo modo per tenere attivi i profili social attraverso i contenuti in modo che essi rimangono attivi durante le ore di punta, anche se sei occupato.
2.3 – A pari passo un blogger competente è conscio del fatto che è assolutamente sempre necessario realizzare nuovi post con una certa frequenza settimanale o mensile, per creare ed instaurare una relazione di tipo coerente con il proprio pubblico di lettori che, a loro volta avranno coerenza nel seguirlo sia sul blog sia nei suoi social network.
L’uso appropriato dei social sharing buttons: come attivarli sul blog
Se hai intenzione di usare i social network come strumento di marketing, per creare e sviluppare un certo numero di lettori a seguito, è importante concentrarsi solo su poche reti sociali per vari motivi; nel caso dei social sharing buttons, averne troppi sul blog può confondere i lettori e rallentare la velocità della pagina.
Per la maggior parte dei blog, Twitter, Facebook, LinkedIn e Google+ sono i principali pulsanti di condivisione sociale necessari su ogni post, anche se è forte la tentazione di attivare più buttons per dare ai lettori la possibilità di condividere i vostri post in ogni social network; la ricerca però dimostra che quando al lettore vengono presentate troppe opzioni alla fine non sceglierà nessuna di esse.
3.1 – Utilizzo di WordPress Plugin: anche WordPress ha l’opzione di vari plugins per la condivisione dei contenuti; ma anche in questo caso è preferibile limitarne il numero per evitare il rallentamento del blog.
Potete trovare i principali social sharing plugins per WordPress cliccando nei link sottostanti:
http://wordpress.org/plugins/sharebar/
http://wordpress.org/plugins/wp-socializer/
http://wordpress.org/plugins/scrolling-social-sharebar/
http://wordpress.org/plugins/digg-digg-alternetive/
http://wordpress.org/plugins/flare/
http://wordpress.org/plugins/share-this/
3.2 – Per rendere la condivisione più gradevole ed interessante sui social network, anziché limitarsi al titolo e al link del relativo post, si ha l’opzione di condividere uno snippet, ovvero parte del contenuto del post che si vuole mettere in evidenza.
Così come postare di tanto in tanto qualche tip e consiglio sui vostri social, in modo che il lettore non risulti annoiato nel vedere sempre e solo link verso il blog, darà il risultato di variegare il contenuto e non bombardarlo sempre con gli stessi status updates.
Condividi su Facebook
Twitter
Promuovi il tuo post su Facebook: i gruppi e la viralità possono fare la differenza
Oltre a linkare i tuoi post nella tua pagina Facebook come status update, vi sono altre risorse che un blogger può utilizzare per sfruttare al meglio le potenzialità della condivisione:
4.1 – Condividere i post sui gruppi rilevanti su Facebook, identificando almeno 10 gruppi che abbiano una coerenza con l’argomento del tuo blog, il cui target di utenti attivi risulti essere in linea con la tua nicchia di lettori.
4.2 – Usare le proprie connessioni personali (amici, colleghi etc..) e chiedere loro di condividere i link del tuo post sulla loro pagina, profilo o gruppo, cercando magari di commentare quelli che sono stati condivisi da terzi in modo da iniziare qualche conversazione o interazione che possa innescare la viralità e di conseguenza l’ulteriore condivisione del post.
Costruisci una rete di relazioni attraverso i tweet topics
Promozione dei post su Twitter: stessa impostazione che per la promozione su Facebook; oltre a condividere il link dei post, anche tale social network offre altre possibilità al blogger per promuovere il contenuto del suo blog:
5.1 – Trovare persone che abbiano twittato su topics relazionati con il contenuto del tuo blog, identificando le persone che hanno condiviso contenuti simili con la funzione search e che abbiano almeno 500 followers.
5.2 – Rispondi ai loro tweets comunicando che troverebbero utile il tuo blog; se vi seguite a vicenda potete anche inviare messaggi diretti invitando a condividere il contenuto del tuo blog, dal momento che trattate argomenti simili, inviando loro il link dei post che vuoi siano condivisi.
5.3 – Effettua una mention per chi condivide il tuo post come ringraziamento, evitando però di ringraziare direttamente.
Trova la tua nicchia e promuovi il tuo post nelle community di Google+
Per dirla tutta, non sono un amante di Google+ e lo sfrutto veramente poco per promuovere il mio business, tuttavia può essere sfruttato a dovere.
6.1 – Puoi unirti alle community di Google+ e condividere i tuoi post: Ci sono un certo numero di comunità su Google+ per tutte le nicchie; individuare le comunità più rilevanti per la tua e condividere i post del tuo blog. Si può condividere il link che automaticamente crea lo snippet, ma anche accompagnarlo da una piccola introduzione per rendere più interessante e completa la condivisione.
6.2 – Trovare le persone nella tua nicchia che hanno contenuti simili e rilevanti con il tuo e condividere i tuoi contenuti con loro: cercare l’argomento relativo al tuo post tramite l’opzione search, poi filtrare la ricerca di post su Google+. Vedrete un feed di persone e pagine che hanno condiviso i contenuti rilevanti per l’argomento che si vuole condividere.
6.3 – Una volta ottenuti tali risultati, identificate i più rilevanti. Fatto ciò, il blogger dovrebbe saper sapientemente commentare dicendo che se alla persona è piaciuto il post in questione, potrebbe trovare interessante e utile anche il suo.
Utilizzare al meglio i propri contatti ed i gruppi su LinkedIn
Promozione su LinkedIn: condividere il tuo post sul profilo LinkedIn e sulla vostra pagina, ma non fermarti qui:
7.1 – Condividi i tuoi contenuti sui gruppi rilevanti su LinkedIn: c’è un gruppo per quasi ogni nicchia professionale, ed è possibile condividere il link del tuo blog su quasi tutti i gruppi. Condividi i tuoi contenuti sui gruppi interessati al tuo argomento. Con il tempo, determinare i gruppi che inviano la maggior parte del traffico al tuo blog e concentrarsi sulla condivisione di contenuti in tali gruppi ogni volta che si pubblica un nuovo post.
7.2 – Inviare messaggi direttamente ai contatti: determinare i contatti che sarebbero con più probabilità interessati al contenuto del tuo blog. Invia loro un messaggio diretto facendo loro sapere che hai pubblicato un nuovo post e che si pensa possa essere interessante e utile.
Se possibile, fare riferimento a un post precedente che il contatto ha condiviso, scritto o letto. In questo modo sarà più probabile che la persona legga il tuo nuovo post.
Siamo arrivati alla fine: sei ancora vivo? Bene dimmi allora, qual è il social network che maggiormente usi e come lo sfrutti per aumentare i tuoi lettori?
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edwardlearns · 6 years
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16 modi per creare traffico con i social network senza stare sulle palle a nessuno
La parola di quest’anno è sicuramente Traffico.
Ce n’è di tanti tipi: gratis, a pagamento, tramite query di ricerca o attraverso i social.
Già, i social network…
Hai mai pensato di usarli per indirizzare traffico mirato verso il tuo sito invece di invitare gli amici a cliccare ‘Mi Piace’ sui gatti che parlano?
In questo articolo discuteremo alcune strategie tramite cui un blogger può aumentare il traffico web verso il suo sito usando proprio i nuovi media sociali.
Allacciati le cinture!
Ogni anno nascono tantissimi nuovi social media; ne esistono maggiori e di nicchia. Ci sono tonnellate di opportunità per promuovere il tuo blog su ognuna delle reti sociali, ma nella maggior parte dei casi non è ragionevole cercare di usarle tutte.
Alcuni hanno provato a fare ciò, ma il risultato comune è quello di avere parecchi account con poca o nessuna interazione; non solo, pubblicando spesso e male rischi solo di stare sulle balle all’universo di internet e basta.
Come fare quindi?
Come sfruttare i social network per incrementare il nostro business
La strategia migliore è quella di concentrarsi solo su un paio di social network o anche uno solo.
Ecco come è possibile determinare il migliore per attrarre il traffico giusto.
Il primo obiettivo per un buon blogger è quello di identificare il lettore/pubblico di destinazione e quindi individuare le reti sociali che preferisce. I social network che inviano la maggior parte del traffico per i blog in generale sono:
Facebook
Twitter
Google+
Pinterest
LinkedIn
I risultati variano a seconda del target di destinazione.
Se il post in questione (o il tuo blog in generale) è più orientato ai liberi professionisti e alle aziende si potrebbe avere più traffico potenziale da LinkedIn e Google+. Se il target del lettore è invece più orientato al “visuale” potrebbe avere più senso di concentrasi esclusivamente su Facebook, Pinterest e Instagram (leggi la guida su come avere più seguaci).
Una volta che si inizia ad ottenere traffico dai social network, sarai in grado di analizzarlo per determinare il tipo di lettore. A questo punto è importante snocciolare qualche numero da Google Analytics , osservando il bounce rate (leggi come abbassare la frequenza di rimbalzo) dei post per esempio, con il quale si riesce a capire quale delle reti sociali usate fornisca il maggior traffico.
Il content sharing automatico ed i suoi svantaggi
Un blogger di successo (scopri come diventarlo) saprà che uno dei primi passi per attrarre traffico web è quello di “automatizzare” la condivisone dei contenuti del proprio blog nei sociale media:
1.1 – Il plugin di WordPress Sharing è possibile se si utilizza il Jetpack per WordPress. Esso fornisce alcuni servizi tra cui statistiche del proprio WordPress (molto più semplice di Google Analytics) e la funzione di share, che automatizza la condivisione dei tuoi post nei vari social network. Grazie a tale plugin ogni nuovo post e il link ad esso relativo sarà automaticamente condiviso nelle tue reti sociali, evitando così di doverlo fare manualmente ogni volta.
Va detto però che il modo completamente automatico non è sempre l’ideale. Se il link condiviso viene accompagnato da un buon messaggio ottimizzato per la piattaforma – e senza troncamento come potrebbe succedere su Twitter – incrementerà sicuramente i clic degli utenti.
1.2 – Buffer: è uno strumento di condivisione sociale freemium (vi è una versione standard gratuita ed una premium a pagamento). Con la versione gratuita è possibile pianificare fino a dieci messaggi per diversi profili sociali compresi Twitter, Facebook, LinkedIn e Google+; solo LikedIn prevede la versione premium. Con la versione gratuita si possono condividere massimo di 10 elementi ogni giorno per cinque giorni, scegliendo giorno ed orari più appropriati, ovvero quando gli utenti dei tuoi social media sono on line.
Utilizza tutte le risorse che il contenuto del blog può fornirti
Postare di nuovo il contenuto del tuo blog sui social: ci avevi mai pensato?
2.1 – Un blogger efficiente è consapevole che postare nuovamente i vecchi post è un ottimo modo per rivitalizzare e tenere “sempre fresco” il contenuto del suo blog. È possibile dare a tali post nuova vita, continuando a promuoverli sia sui social network, sia attraverso altri canali, anche utilizzando la tecnica di cambiare il loro titolo per dare un tocco di novità a quelli già datati.
2.2 – Attraverso l’uso di Buffer è possibile aggiungere vecchi titoli di post “in coda” agli elementi che si desiderano condividere giornalmente; anche in questo caso, i vecchi posti saranno condivisi durante gli orari da te prestabiliti durante il giorno e la settimana. Questo è un ottimo modo per tenere attivi i profili social attraverso i contenuti in modo che essi rimangono attivi durante le ore di punta, anche se sei occupato.
2.3 – A pari passo un blogger competente è conscio del fatto che è assolutamente sempre necessario realizzare nuovi post con una certa frequenza settimanale o mensile, per creare ed instaurare una relazione di tipo coerente con il proprio pubblico di lettori che, a loro volta avranno coerenza nel seguirlo sia sul blog sia nei suoi social network.
L’uso appropriato dei social sharing buttons: come attivarli sul blog
Se hai intenzione di usare i social network come strumento di marketing, per creare e sviluppare un certo numero di lettori a seguito, è importante concentrarsi solo su poche reti sociali per vari motivi; nel caso dei social sharing buttons, averne troppi sul blog può confondere i lettori e rallentare la velocità della pagina.
Per la maggior parte dei blog, Twitter, Facebook, LinkedIn e Google+ sono i principali pulsanti di condivisione sociale necessari su ogni post, anche se è forte la tentazione di attivare più buttons per dare ai lettori la possibilità di condividere i vostri post in ogni social network; la ricerca però dimostra che quando al lettore vengono presentate troppe opzioni alla fine non sceglierà nessuna di esse.
3.1 – Utilizzo di WordPress Plugin: anche WordPress ha l’opzione di vari plugins per la condivisione dei contenuti; ma anche in questo caso è preferibile limitarne il numero per evitare il rallentamento del blog.
Potete trovare i principali social sharing plugins per WordPress cliccando nei link sottostanti:
http://wordpress.org/plugins/sharebar/
http://wordpress.org/plugins/wp-socializer/
http://wordpress.org/plugins/scrolling-social-sharebar/
http://wordpress.org/plugins/digg-digg-alternetive/
http://wordpress.org/plugins/flare/
http://wordpress.org/plugins/share-this/
3.2 – Per rendere la condivisione più gradevole ed interessante sui social network, anziché limitarsi al titolo e al link del relativo post, si ha l’opzione di condividere uno snippet, ovvero parte del contenuto del post che si vuole mettere in evidenza.
Così come postare di tanto in tanto qualche tip e consiglio sui vostri social, in modo che il lettore non risulti annoiato nel vedere sempre e solo link verso il blog, darà il risultato di variegare il contenuto e non bombardarlo sempre con gli stessi status updates.
Condividi su Facebook
Twitter
Promuovi il tuo post su Facebook: i gruppi e la viralità possono fare la differenza
Oltre a linkare i tuoi post nella tua pagina Facebook come status update, vi sono altre risorse che un blogger può utilizzare per sfruttare al meglio le potenzialità della condivisione:
4.1 – Condividere i post sui gruppi rilevanti su Facebook, identificando almeno 10 gruppi che abbiano una coerenza con l’argomento del tuo blog, il cui target di utenti attivi risulti essere in linea con la tua nicchia di lettori.
4.2 – Usare le proprie connessioni personali (amici, colleghi etc..) e chiedere loro di condividere i link del tuo post sulla loro pagina, profilo o gruppo, cercando magari di commentare quelli che sono stati condivisi da terzi in modo da iniziare qualche conversazione o interazione che possa innescare la viralità e di conseguenza l’ulteriore condivisione del post.
Costruisci una rete di relazioni attraverso i tweet topics
Promozione dei post su Twitter: stessa impostazione che per la promozione su Facebook; oltre a condividere il link dei post, anche tale social network offre altre possibilità al blogger per promuovere il contenuto del suo blog:
5.1 – Trovare persone che abbiano twittato su topics relazionati con il contenuto del tuo blog, identificando le persone che hanno condiviso contenuti simili con la funzione search e che abbiano almeno 500 followers.
5.2 – Rispondi ai loro tweets comunicando che troverebbero utile il tuo blog; se vi seguite a vicenda potete anche inviare messaggi diretti invitando a condividere il contenuto del tuo blog, dal momento che trattate argomenti simili, inviando loro il link dei post che vuoi siano condivisi.
5.3 – Effettua una mention per chi condivide il tuo post come ringraziamento, evitando però di ringraziare direttamente.
Trova la tua nicchia e promuovi il tuo post nelle community di Google+
Per dirla tutta, non sono un amante di Google+ e lo sfrutto veramente poco per promuovere il mio business, tuttavia può essere sfruttato a dovere.
6.1 – Puoi unirti alle community di Google+ e condividere i tuoi post: Ci sono un certo numero di comunità su Google+ per tutte le nicchie; individuare le comunità più rilevanti per la tua e condividere i post del tuo blog. Si può condividere il link che automaticamente crea lo snippet, ma anche accompagnarlo da una piccola introduzione per rendere più interessante e completa la condivisione.
6.2 – Trovare le persone nella tua nicchia che hanno contenuti simili e rilevanti con il tuo e condividere i tuoi contenuti con loro: cercare l’argomento relativo al tuo post tramite l’opzione search, poi filtrare la ricerca di post su Google+. Vedrete un feed di persone e pagine che hanno condiviso i contenuti rilevanti per l’argomento che si vuole condividere.
6.3 – Una volta ottenuti tali risultati, identificate i più rilevanti. Fatto ciò, il blogger dovrebbe saper sapientemente commentare dicendo che se alla persona è piaciuto il post in questione, potrebbe trovare interessante e utile anche il suo.
Utilizzare al meglio i propri contatti ed i gruppi su LinkedIn
Promozione su LinkedIn: condividere il tuo post sul profilo LinkedIn e sulla vostra pagina, ma non fermarti qui:
7.1 – Condividi i tuoi contenuti sui gruppi rilevanti su LinkedIn: c’è un gruppo per quasi ogni nicchia professionale, ed è possibile condividere il link del tuo blog su quasi tutti i gruppi. Condividi i tuoi contenuti sui gruppi interessati al tuo argomento. Con il tempo, determinare i gruppi che inviano la maggior parte del traffico al tuo blog e concentrarsi sulla condivisione di contenuti in tali gruppi ogni volta che si pubblica un nuovo post.
7.2 – Inviare messaggi direttamente ai contatti: determinare i contatti che sarebbero con più probabilità interessati al contenuto del tuo blog. Invia loro un messaggio diretto facendo loro sapere che hai pubblicato un nuovo post e che si pensa possa essere interessante e utile.
Se possibile, fare riferimento a un post precedente che il contatto ha condiviso, scritto o letto. In questo modo sarà più probabile che la persona legga il tuo nuovo post.
Siamo arrivati alla fine: sei ancora vivo? Bene dimmi allora, qual è il social network che maggiormente usi e come lo sfrutti per aumentare i tuoi lettori?
16-modi-creare-traffico-con-social-network è stato pubblicato su Espresso Triplo.
16 modi per creare traffico con i social network senza stare sulle palle a nessuno syndicated from https://espressotriplo.com/
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hoppehoppereiter · 7 years
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                                                                                             -17 giugno 2013 ‘‘Ciao, sono Giulia. Non è importante sapere il mio cognome, la mia età o dove vivo, perché tanto non vorrei essere nessuna delle cose che in realtà sono. Non vorrei chiamarmi in quel modo, non vorrei avere quest’età e non vorrei vivere qui, perciò sono cose che non mi corrispondono. Sono chiusa ed aperta. Sono un’inguaribile romantica che odia l’amore. Sono solare ed allegra come una bella giornata e buia come la notte, la notte più scura. Sono felice e spensierata e depressa cronica. Sono indecisa, cocciuta, testarda e permalosa. Orgogliosa in certe situazioni, estroversa in altre. Affettuosa quanto basta, ma abbastanza bloccata nel dimostrare il bene che voglio alle persone. Sorridente e con le lacrime che mi rigano le guance. Amo fare foto, cantare, le felpe larghe, quelle che hanno le maniche talmente lunghe da ricoprire anche le mani, quelle che mi fanno sentire protetta. Amo i baci, amo gli abbracci, amo ridere fino ad arrivare alle lacrime, quando ti fa talmente male la pancia che credi di morire senza fiato da un momento all’altro, amo anche piangere, perché ogni tanto fa bene. Amo mangiare, anche se non dovrei. Amo dormire e svegliarmi tardi. Amo anche quando mi sveglio e scopro che è ancora presto e posso riposarmi ancora. Amo i miei amici, pochi ma buoni, no? Amo schioccarmi le dita, la schiena, il collo, amo il mio sport ed amavo ciò che facevo prima. Amo il mare, amo la montagna, amo leggere e sarebbe perfetto farlo davanti ad una tazza di tè ed un caminetto col fuoco che scoppietta, amo le case rustiche, amo i miei gatti, amo i gatti in generale, amo divertirmi, ma anche stare tranquilla. Amo gli animali, amo i bambini quando non urlano, amo i sorrisi ed amo aiutare chi se lo merita. Amo le lacrime di gioia, amo la musica, lei mi salva da tutto e tutti. Amo mio fratello, amo la mia famiglia e mi sento incredibilmente fortunata. Amo le Converse e gli anfibi. Amo le band, amo le voci dei miei cantanti preferiti. Odio svegliarmi presto, odio perdere la voce, odio stonare, odio le maglie strette, quelle che ti fanno soffocare. Odio stare in costume, odio gli ipocriti, odio la gente e se potessi ucciderei tutti. Odio i rumori assordanti, odio le discoteche e tutte le persone stupide che ci vanno per farsi fighe. Odio chi fuma, ma non per vizio, solo per farsi vedere, odio le nuove generazioni (non tutti), odio chi non ragiona, chi parla male alle spalle, chi fa di tutta l’erba un fascio. Odio chi offende, odio chi giudica senza sapere, odio chi ha una mentalità chiusa e ridotta, odio le persone strafottenti e maleducate. Odio stare in mezzo a troppe persone, odio chi mi fa sentire oppressa, odio chi mi parla con insistenza la mattina e chi urla eccessivamente. Non voglio avere bisogno di nessuno, per principio o per il mio orgoglio ostentato, quando invece sono la prima che grida per un aiuto, ma che non viene sentito, forse per menefreghismo o perché oggi le persone non sanno più ascoltare. Sentono, sentono e basta, senza prestare adeguata attenzione. Eccomi qua, piacere, Giulia, una controversia umana.” 720 caratteri ognuna di noi
                                                                                              -30 settembre 2017
‘‘Ciao, sono Brigitte. Non è importante sapere il mio cognome, o il mio primo nome che manco so se in realtà inizia per la J o la G, la mia età o dove vivo, perché tanto non vorrei essere nessuna delle cose che in realtà sono. Non vorrei chiamarmi col mio primo nome, non vorrei vivere qui e a dirla tutta non vorrei proprio vivere, perciò sono cose che non mi corrispondono. Posso essere chi desideri, sono brava ad adattarmi a seconda di chi ho davanti. Sono falsa e magnifica. Posso essere la tua ragazza nerd o anti nerd xhe ama la cultura commerciale, amante dell horror o dei classici, sapientona e sofisticata, sportiva e grezza, sciatta o curatissima nel look e in tutto, posso aver a che fare con gente di qualsiasi ordine e classe sociale, conosco ogni suo linguaggio e mi mimetizzo nell ambiente con estrema facilità.Sono una depressa cronica che porta allegria, fingo sempre di stare bene con chiunque, solo 3 persone mi conoscono per quella  che sono in realtà e penso sia per loro che sono ancora qui. Amo disegnare, cantare, le felpe larghe, che hanno le maniche talmente lunghe da ricoprire anche le mani e mi fanno sentire protetta. Amo i dipinti, le bozze, ridere per davvero e non forzatamente, quando ti senti talmente bene con una persona e quella ti spara una battuta che è connessa con il tuo modo di vedere le cose, amo anche piangere, perché mi piace il mio stato attuale in cui mi trovo, penso che quando si è allegri si perdono di vista molte cose, quindi preferisco la solitudine la depressione il mio essere chi non sono e non fare quello che realmente voglio, la mia malinconia alle vostre feste e alle vostre uscite. Amo mangiare dormire e svegliarmi tardi amo anche quando mi sveglio e scopro che è ancora presto e posso riposarmi ancora. Amo le ragazze e i ragazzi, non vorrei ma mi piacciono entrambi e mi sento ingorda perché basta che sia un qualcosa di connesso a me e potrei fare l amore anche con gli oggetti se mi rivolgessero la parola. Amo schioccarmi le dita, il basket, il taekwondoo e la danza classica. Amo il mare, amo la pineta, amo scrivere leggere e sarebbe perfetto farlo davanti ad una tazza di caffè ed un plaid sul divano o su di un letto. amo le architetture complesse, amo i conigli e gli animali in generale tranne i gatti.Amo quando posso riflettere e me ne vado da qualche parte da sola proprio come ora che sono nella stazione di bellavista a scrivere a godermi il panorama e a osservare le persone. amo aiutare chi se lo merita la povera gente o chi sento che in un modo o nell altro potrei sfruttarlo in futuro per qualcos altro. Amo la musica di ogni genere. Amo mio fratello, mia sorella, la mia famiglia e mi sento incredibilmente fortunata. Amo le all star le new balance e gli anfibi. Amo le band, le voci dei miei cantanti preferiti, lo stile steampunk con le gas mask e i polpi. Odio svegliarmi presto, odio chi mi fissa, i giudizi sugli altri e sparlare, le maglie strette, quelle che ti fanno soffocare stare in costume, gli ipocriti, la famigli di mio padre, gli insegnanti che non sanno valutare, il sistema scolastico basato sulla memoria i voti che mettono ansia i chiusi di mente, quelli che hanno tutte certezze, mio padre, le persone a me nocive e se potessi li ucciderei tutti. Odio i rumori assordanti, le discoteche e tutte le persone stupide che ci vanno per farsi fighe. Odio i bambini piccoli che piangono, odio proprio i bambini e chi di mentalità ci è rimasto, spesso sono ragazzi, odio le nuove generazioni sballate cuozze e maleducate.Odio stare in mezzo a troppe persone e la mia vita oppressata. Odio non star vivendo come fanno tutti hli altri normali gli anni che ho perso e che ho davanti. odio essere chiamata ipocrita pazza e blasfema ed essere rinchiusa per problemi mentali che non ho in una qualsiasi clinica gestita male con persone che mi analizzano e riscontrano qualsiasi cosa che non va in me, odio essere anemica l insulina il serenase i miei quando non mi ascoltano e credono sempre agli altri per prima .Eccomi qua, piacere, Brigitte, un incurabile inetta
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all4animals-blog · 7 years
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All4Animals ha pubblicato un nuovo articolo: https://www.all4animals.it/2017/03/18/io-italiana-sono-stata-in-india-come-volontaria-di-animal-aid-ecco-la-mia-esperienza/
"Io, italiana, sono stata in India come volontaria di Animal Aid. Ecco la mia esperienza"
Una nostra utente ha voluto condividere con noi la sua splendida esperienza presso il santuario per animali di Animal Aid Unlimited, in India. Le abbiamo fatto qualche domanda per scoprire insieme a lei come funziona il rifugio, come opera l’associazione e quale apporto prezioso possono dare i volontari.
Ringraziamo di vero cuore Francesca per averci dedicato il suo tempo.
D: Cosa ti ha portato a decidere di prestare opera di volontariato per Animal Aid Unlimited India e come hai conosciuto l’associazione? R: Penso che sia chiaro quanto io ami gli animali e ad agosto ho adottato un orso dalla luna presso l’Associazione Animals Asia. Fatto questo passo e avendo letto tanto, tantissimo di loro, volevo andare nel loro santuario in Vietnam ma la loro referente italiana, con la quale mi scrivo spesso, mi ha comunicato che non avrei potuto “sporcarmi” le mani ed aiutarli, poiché gli orsi che vengono salvati dalle fattorie della bile sono estremamente traumatizzati e hanno bisogno solo di pace e libertà di esprimersi. Inoltre essendo le loro sedi (in tutto il mondo) in Paesi che li ospitano, fanno fare i lavori manuali alla gente del posto che così riesce a guadagnare qualcosa. Detto questo, io avevo e ho la necessità di lavorare nel vero senso della parola, e lì non avrei potuto, quindi ho optato per Animal Aid Unlimited che seguivo già da tempo in internet. Mi sono messa in contatto con Erika (la fondatrice, insieme al marito Jim e alla figlia Claire) e mi sono fatta spiegare se potevo andare a dare una mano. Qui ho ricevuto risposte totalmenti differenti. Infatti tutti i volontari sono ben accetti e anzi, l’associazione ha bisogno di loro. Così ho aspettato che mi terminasse il contratto di lavoro il 31/12/16 e a gennaio sono andata a sentire cosa dovevo fare per andare in India a fare volontariato. Niente di più semplice che qualche vaccinazione e biglietto aereo.
D: Come è organizzato il santuario? R: Il santuario è organizzato benissimo. Nel senso che hanno 2-3 ambulanze che ogni giorno/notte escono e prelevano gli animali che sono in difficoltà. Li portano in associazione, vengono curati da veterinari hindi e non solo (anche qui ci sono sia lavoratori indiani che volontari da tutto il mondo) e poi se è il caso vengono rilasciati nel quartiere dove sono stati prelevati, altrimenti se non sono in grado di sopravvivere da soli, restano per tutta la loro vita in Animal Aid. Hanno circa 45 tra uomini e donne hindi che lavorano lì e una media di 10-15 volontari al giorno (quando più quando meno) che vanno a offrire il proprio aiuto. Nessun animale viene mai abbandonato a sé stesso: una volta trasportato nel santuario viene trattenuto per tutto il tempo necessario e sottoposto a tutte le cure di cui ha bisogno e solo successivamente, se possibile, rilasciato.
D: Come valuti la situazione dei randagi e in generale degli animali vaganti in India? R: La situazione degli animali in India è tragica. Non che sia diverso tantissimo dalla nostra realtà, è che lì ci sono mucche, asini e cani che girano in città, in centro e in qualunque strada voi percorriate. Il problema principale è la modalità di guida di molti abitanti. Infatti la prima cosa che mi ha traumatizzato è stato il taxi che ho preso dall’aeroporto di Udaipur fino all'”albergo” che avevo prenotato. In pratica non ci sono regole, ognuno va dove gli pare, non ci sono stop, cartelli, precedenze, nulla di nulla. Corrono come dei pazzi, suonano con i clacson in continuazione e quello che gli capita davanti viene urtato senza nessuna preoccupazione. Per cui l’80% degli animali che sono ricoverati o che vivono stabilmente in associazione è perchè sono stati investiti da auto, tuk tuk, camion, autobus, scooter, eccetera. Inoltre, essendo l’India un Paese molto povero, per gli animali non esiste il discorso sterilizzazione se non per quelli che entrano in Animal Aid.
D: Quali sono le principali differenze che hai riscontrato tra la nostra gestione delle emergenze e la loro? R: Per quanto riguarda le differenze, sinceramente non saprei dirvi. L’unica cosa che è molto chiara è che tutte le chiamate che arrivano in Animal Aid vengono gestite il prima possibile. Non esiste come da noi, che chiami quello, chiami quell’altro, chiami il mondo e nessuno ti calcola o tutti passano la “palla” a qualche altro ente che non risponderà mai: lì a tutte le segnalazioni viene data risposta.
D: Come è organizzata la giornata di un volontario al santuario? R: La giornata nel santuario è qualcosa di semplicemente fantastico. Dal primo istante in cui entri in Animal Aid senti l’amore invaderti il corpo, l’anima e la mente. Si inizia alle 9 della mattina, scoprendo i giacigli dei cani che la notte dormono sotto a coperture piuttosto precarie con teli ai lati che, nel pomeriggio, vengono tirati giù per riparare le creature dalle intemperie. Si puliscono poi tutti i vari recinti dagli escrementi e si dà da mangiare agli animali. Poi si parte con le coccole a non finire, le medicazioni, i giri nei carrellini per fargli muovere gli arti buoni, i bagni. Alle 11 c’è il tea break, dove noi volontari assaporiamo il loro squisito té, gentilmente offerto, mentre i lavorati hindi pranzano con le loro pietanze, buonissime ma piccantissime. Poi alle 11.30 si va a dare il latte col biberon ai vitellini orfani di madre, si spazzolano gli asini e poi ancora giù di coccole a chiunque ne voglia. Alle 13 si va a pranzo. E’ possibile portarsi qualcosa o, in alternativa, servirsi a un piccolo chiosco dove si possono mangiare samosa, chapati, riso e verdure piccanti. Alle 14 si riprende con i lavori già detti sopra, dalle 15 circa si inizia a preparare la cena per tutti gli animali, alle 15.45 c’è un altro tea time e dopo questa pausa si dà il cibo agli animali. Dopo di che si ricoprono di nuovo i loro giacigli e alle 17 tutti fuori. Detto questo, all’interno del santuario è possibile muoversi liberamente, andare e tornare, pur restando nel range dei loro orari di gestione. Tutti gli animali mangiano rigorosamente vegetariano, quindi i loro papponi sono composti da soia, ceci, piselli, lenticchie, fagioli, latte e una volta ogni tanto delle uova.
D: Quali specie animali sono ospitate al santuario? R: Il santuario ospita prevalentemente cani, poi ci sono molte mucche e tori, asini, vitellini, piccioni, due maiali/cinghiali di nome Gold e Silver, un cammello e una scimmietta cieca alla quale si è bruciato il viso rimanendo incastrata nei fili dell’alta tensione. Non è molto socievole, ma come darle torto? Gatti pochissimi, ne avrò visti massimo una decina.
D: Quali storie ti hanno colpito particolarmente, mentre facevi volontariato sul posto? R: Non ci sono storie che ti colpiscono di più o di meno: qualunque creatura arriva lì, sai già che ha vissuto grosse sofferenze, per cui sono tutti uguali. Se i cani sono quasi tutti paralizzati per incidenti stradali, le mucche sono quasi tutte piene di plastica. La presenza di molta spazzatura gettata nei campi ai lati delle strade inevitabilmente fa sì che le mucche la ingeriscano. Tante volte mi è capitato di vederle con buste di carta o plastica in bocca che poi mandavano giù. Il gonfiore dei loro stomaci è infatti quasi sempre provocato dall’ingestione di plastica che, se non gestita, porta alla morte.
D: Ripeteresti la tua esperienza? R: Ripeterò assolutamente l’esperienza! Non potrebbe essere diversamente! Una volta che entri nel santuario vorresti non uscirne più. Voglio tornare da loro, ma vorrei fare altre anche esperienze in altri Paesi, tipo il Messico. Ormai le mie vacanze saranno destinate ad aiutare i nostri amici animali in giro per il mondo. Spero di trovare lavoro il prima possibile in modo da poter avere il denaro per partire.
D: Cosa ti porti dietro da questa esperienza e cambierà il modo in cui vedi o tratti gli animali, d’ora in poi? R: Non cambierà il modo di vedere e trattare gli animali perché sono sempre stata una grande amante di tutto ciò che non cammina a due zampe. Mi spiace solo di essere diventata vegetariana solo da un anno, anch’io mi sono macchiata di sangue nel mio passato e questo non me lo perdono. Però non è mai tardi per cambiare rotta e iniziare a fare sul serio. Da questa esperienza mi porto dietro l’amore, la stima, la fortuna che ho avuto nell’incontrare queste stupende persone, l’umiltà, il sapersi arrangiare con poco più di niente e il dare dare dare, dare, dare, dare, dare, aiuto e amore a chi non ha parola.
D: Come è possibile aiutare l’associazione? R: L’associazione si aiuta principalmente con le donazioni e con il volontariato. Prima di partire avevo fatto delle donazioni anche a loro (ne faccio spesso, nel mio piccolo cerco di aiutare il più possibile) e, piano piano e acquisto dopo acquisto, sono riuscita a preparare uno zaino grosso pieno colmo di garze, bende, ghiaccio secco, guanti, forbicine, materiale vario che ai volontari di Animal Aid Unlimited è stato molto utile. Poi una volta lì ho acquistato quattro magliette con il loro logo. Tutti soldi che gli permettono di essere ciò che sono: una associazione fantastica.
Nelle foto: alcuni momenti del volontariato di Francesca (per gentile concessione di Francesca stessa, che detiene i diritti delle immagini).
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catsloverword · 2 days
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Ci sono giorni in cui, le emozioni si amplificano...
Come oggi...
25 notes · View notes
catsloverword · 2 days
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- Ma dove sei stato fino ad ora?
In cerca di te... E tu?
- A lavorare su me stessa per poterti "riconoscere"
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catsloverword · 1 month
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Immagina che figata...
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...Tu!!
💙
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catsloverword · 22 days
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La distanza non si misura in chilometri ma in silenzi, altrettanto la presenza. La differenza? Che i primi sono silenzi vuoti, i secondi, invece, parlano.
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catsloverword · 2 months
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Iniziamo questo mese in maniera diversa?!
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Con un compleanno, ad esempio?!
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catsloverword · 3 months
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catsloverword · 3 months
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Casa non è un luogo, molto spesso è una persona.
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